Chi controlla i nostri dati? Tra digitalizzazione pubblica e dipendenza dalle Big Tech

Ago 20, 2025 - 13:18
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Chi controlla i nostri dati? Tra digitalizzazione pubblica e dipendenza dalle Big Tech

Con la crescente digitalizzazione dei servizi pubblici, i cittadini producono ogni giorno enormi quantità di dati sensibili: cartelle cliniche, informazioni fiscali, abitudini di consumo. Governi come quello del Regno Unito e dell’UE stanno stringendo accordi con colossi tecnologici come Google e Microsoft per modernizzare i propri sistemi informatici, ma questo solleva dubbi sulla sovranità dei dati e sulla tutela della privacy. Una delle principali preoccupazioni riguarda il cosiddetto vendor lock-in, cioè la dipendenza da un unico fornitore tecnologico. In pratica, se un governo affida gran parte dei propri sistemi a un’azienda straniera, rischia di restare “bloccato” con quel fornitore: spostare dati e servizi altrove diventerebbe molto difficile e costoso, perché le piattaforme usate sono proprietarie e non compatibili con quelle di altri operatori. A complicare il quadro, il CLOUD Act statunitense consente al governo USA di richiedere dati alle aziende americane, anche se conservati all’estero, entrando così in conflitto con le norme europee sulla protezione dei dati come il GDPR. Gli accordi con Big Tech possono offrire vantaggi immediati in termini di efficienza e innovazione, ma comportano anche rischi strategici: cedere il controllo delle infrastrutture digitali a società private con enormi potere economico e politico. Per questo motivo, esperti e autorità invitano gli Stati a sviluppare soluzioni locali e alleanze internazionali basate sulla sovranità dei dati, così da garantire un futuro digitale più sicuro e indipendente.

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Filippo Giuffrida Ha cominciato la sua carriera giornalistica nel 1982, come giornalista presso Radio Riviera Tre. Dal 1989 collabora con Radio One e con l'agenzia stampa Hi News. Nel 1994 si è trasferito a Bruxelles come corrispondente per l'agenzia L’Altra News. Nel 2003 ha fondato l'agenzia stampa DSPRESS ed è stato nominato Redattore capo della rivista L'Incontro, nel 2010 ha assunto la direzione del periodico mensile La Lettre B. Direttore dell'Istituto Europeo di Studi Giuridici e di Comunicazione, dal febbraio 2019 è il corrispondente da Bruxelles dell'agenzia giornalistica 9 Colonne, diretta da Paolo Pagliaro. Membro fondatore di ITACA, è il direttore di RadioCom.tv, la prima web-radio in lingua italiana destinata alle comunità italiane all'estero, un progetto sostenuto dal Ministero degli Esteri. Nel 2013 ha vinto il Michel Vanderborght Award nella categoria giornalismo e nel 2020 ha vinto il Radnoty Award nella categoria giornalismo. È uno degli autori del libro "Lettere dall'Europa" e degli editorialisti del periodico quindicinale Patria Indipendente. Filippo Giuffrida è il pronipote dello scrittore e giornalista Leonida Rèpaci e del giornalista e politico Ottavio Pastore, che fu il primo direttore de l'Unità. Ex Presidente del Comitato Provinciale dell'ANPI del Belgio, è il Vicepresidente della FIR, Federazione Internazionale dei Resistenti.