Cile-Cina, media: annullata la concessione per il cavo Hong Kong-Valparaíso dopo l’allerta degli Usa

Feb 28, 2026 - 00:52
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Cile-Cina, media: annullata la concessione per il cavo Hong Kong-Valparaíso dopo l’allerta degli Usa

Il ministro dei Trasporti e delle telecomunicazioni del Cile, Juan Carlos Munoz, ha firmato il decreto che concedeva l’autorizzazione al progetto di cavo sottomarino tra Hong Kong e Valparaíso, ma il provvedimento è stato annullato due giorni dopo, in seguito a una allerta degli Stati Uniti. Lo riferiscono i siti d’informazione “BioBioChile” ed “El Mercurio”. Secondo quanto ricostruito, il 27 gennaio Munoz aveva approvato la concessione di Servizio intermedio di telecomunicazioni alla società Cmi Chile SpA, filiale di China mobile international, per l’installazione, l’operazione e l’esercizio di un sistema di fibra ottica sottomarina lungo circa 19.873 chilometri, con una durata di 30 anni. L’autorizzazione riguardava i componenti situati in territorio cileno e prevedeva una rete con tecnologia di multiplexing a divisione di lunghezza d’onda densa (Dwdm) e 282 ripetitori, di cui 266 in acque internazionali e 16 nella Zona economica esclusiva del Cile. Il 29 gennaio l’atto amministrativo è stato però lasciato senza effetto. Secondo un’inchiesta di BioBioChile, la decisione è maturata dopo una “allerta confidenziale” proveniente dagli Stati Uniti, i cui emissari avrebbero segnalato presunti rischi del progetto sulla base di “antecedenti riservati”. Dal governo è stato precisato che il decreto, pur firmato digitalmente, non era stato inviato alla Contraloría per il controllo preventivo di legittimità previsto dall’ordinamento cileno, e non è stato pubblicato nella Gazzetta ufficiale del Paese. Di conseguenza, non è mai entrato formalmente in vigore. In serata, il presidente Gabriel Boric è intervenuto sulla piattaforma X affermando che “il progetto di cavo sottomarino presentato da un’impresa di origine cinese è in valutazione seguendo l’istituzionalità che il nostro Paese prevede per iniziative di questo tipo”. Il capo dello Stato ha spiegato di aver istruito “tutte le autorità competenti a raccogliere gli antecedenti necessari per prendere una decisione fondata”, precisando che la definizione del progetto “eccede nei tempi il nostro mandato” e potrà essere “continuata o scartata dalle prossime autorità”. Boric ha inoltre sottolineato che le decisioni del suo governo si prendono “nel miglior interesse del Cile e della sua gente”, nel rispetto delle leggi, della “neutralità tecnologica” e del multilateralismo, e che il diritto del Paese a decidere come Stato sovrano “non deve essere compromesso da minacce di alcun tipo”. La vicenda si inserisce in un quadro di crescente tensione diplomatica tra Santiago e Washington. Nei giorni scorsi, gli Stati Uniti hanno revocato i visti al ministro Munoz, al sottosegretario alle Telecomunicazioni Claudio Araya e a un funzionario della Subtel, l’autorità cilena di regolazione delle telecomunicazioni. L’ambasciatore degli Stati Uniti in Cile, Brandon Judd, ha giustificato la misura affermando che “è una nostra decisione sovrana chi entra nel nostro Paese. Nessuno ha diritto a un visto” e che il presidente Donald Trump lo ha inviato a Santiago per tutelare “ciò che il popolo cileno si aspetta dalla nostra società di 200 anni”. Il diplomatico ha sostenuto che Washington aveva condiviso con il governo cileno “informazioni specifiche” su presunte incursioni nei sistemi di telecomunicazioni del Paese da parte di “attori stranieri maligni”, che avrebbero messo a rischio i dati personali “di quasi tutti i cileni che usano un telefono cellulare”. Ha inoltre parlato del presunto hackeraggio di “una prominente impresa cilena di costruzioni”, definendo l’eventuale uso di informazioni strategiche per competere in gare pubbliche come “senza scrupoli, illegale e assolutamente pericoloso per l’economia cilena”. Judd ha criticato l’assenza in Cile di un meccanismo strutturato di revisione degli investimenti stranieri in infrastrutture critiche e ha avvertito che la situazione “potrebbe obbligare a rivedere tutti gli ambiti di scambio di informazioni” tra i due Paesi. Il governo cileno ha respinto tali affermazioni. Il ministro degli Esteri Alberto van Klaveren ha definito “assolutamente inaccettabili” le parole dell’ambasciatore e ha ribadito che il progetto Hong Kong-Valparaíso “deve essere valutato nel suo merito” ed è “ancora in fase di esame da parte delle diverse agenzie dello Stato”. Da parte cinese, l’ambasciatore in Cile Niu Qingbao ha dichiarato che “Cina e Cile sono partner molto importanti” e che “esiste una grande necessità di migliorare la connettività tra Cina e Cile, e anche tra il Cile e l’Asia”. Secondo il diplomatico, la costruzione del cavo “significa un miglioramento e consolida la posizione del Cile in America Latina come leader nell’economia digitale”. “Questo progetto soddisfa le esigenze di entrambe le parti e beneficia entrambe le parti”, ha aggiunto, assicurando che l’iniziativa “rispetta pienamente le leggi cilene e non arreca alcun danno a terze parti, quindi non comprometterà la sicurezza regionale o quella di altri Paesi”.

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Redazione Giornalista iscritto all’elenco dei “Professionisti” dal 2003. Iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Liguria dal 1991 come pubblicista fino al 2003 quando ha superato l’esame a Roma per passare ai professionisti. Il primo pezzo, da album dei ricordi, l'ho scritto sul ‘Corriere Mercantile’ (con l’edizione La Gazzetta del Lunedì) nel novembre del 1988. Fondato nel 1824, fu una delle più longeve testate italiane essendo rimasto in attività fino al luglio del 2015. Ha collaborato per 16 anni con l’agenzia Ansa, ma anche con Agi, Adnkronos, è stato corrispondente della Voce della Russia di Radio Mosca, quindi ha lavorato con La Repubblica, La Padania, Il Giornale, Il Secolo XIX, La Prealpina, La Stampa e per diverse emittenti televisive e radiofoniche come Telenord, Canale 7, Tele Cupole, Tele Gallinara, TeleRiviera, Radio Riviera 3, Radio Liguria International, Radio Babboleo, Lattemiele, Onda Ligure e Radio Valle Belbo. E' direttore di Radiocom.tv, la testata giornalistica della radio degli italiani nel mondo.