Cina: cittadino giapponese arrestato per presunte violazioni delle norme sull’export di terre rare
Un dipendente giapponese di un’importante azienda produttrice di macchinari elettrici pesanti è detenuto in Cina dallo scorso maggio. Secondo fonti vicine alla vicenda citate dall’agenzia di stampa “Kyodo”, le autorità doganali cinesi sospettano che l’uomo abbia tentato di esportare all’estero prodotti collegati alle terre rare, settore sul quale Pechino ha recentemente rafforzato i controlli. Stando alle informazioni raccolte dall’agenzia, l’uomo è stato fermato il mese scorso nella città portuale di Dalian. Le autorità non ritengono che il caso sia legato ad attività di spionaggio, ma i dettagli delle presunte violazioni non sono stati resi noti. Stando a “Kyodo”, inoltre, un secondo cittadino giapponese è stato arrestato in Cina il mese scorso con accuse analoghe.
L’episodio rischia di alimentare le preoccupazioni delle aziende giapponesi attive in Cina, in un contesto di accresciute tensioni diplomatiche tra i due Paesi. Lo scorso gennaio Pechino ha inasprito i controlli sulle esportazioni verso il Giappone di beni a duplice uso civile e militare, comprese alcune terre rare. La Cina domina la produzione mondiale di terre rare, materiali essenziali per settori che vanno dai veicoli elettrici ai sistemi militari. Sebbene il ministero del Commercio cinese sostenga che le restrizioni riguardino solo un numero limitato di soggetti e non ostacolino i normali scambi commerciali, la Camera di commercio e industria Giapponese in Cina ha denunciato ripercussioni anche su prodotti destinati esclusivamente a usi civili. Il caso si aggiunge a quello di un dirigente della filiale cinese di Astellas Pharma, condannato nel 2025 a tre anni e mezzo di carcere per spionaggio dopo essere stato arrestato nel 2023 poco prima del rientro in Giappone.
Qual è la tua reazione a questa notizia?