Dopo l’apertura ai viaggi migliaia di giovani lasciano l’Ucraina, imprese temono la fuga della forza lavoro
A un mese dalla decisione del Consiglio dei ministri ucraino di autorizzare gli uomini tra i 18 e i 22 anni a uscire dal Paese, migliaia di giovani hanno colto l’opportunità per partire verso l’Europa. Secondo dati forniti all’edizione ucraina dell’emittente “Bbc” dalle autorità di frontiera polacche, dal 28 agosto al 28 settembre sono stati registrati quasi 53 mila controlli di giovani ucraini a quel confine, di cui circa 40 mila in ingresso in Polonia e oltre 13 mila in uscita. Il provvedimento ha suscitato reazioni contrastanti: da un lato, viene accolto con sollievo da chi cerca opportunità di studio e lavoro all’estero; dall’altro, cresce la preoccupazione per l’impatto sul mercato del lavoro e sul reclutamento militare. “Il 70 per cento dei miei amici se ne è già andato o sta per farlo”, ha dichiarato Anton, 21 anni, originario della regione di Donetsk, che sta lasciando il suo lavoro da guardia giurata a Odessa per cercare sponsor nel Regno Unito attraverso il programma “Homes for Ukraine”. La sua azienda ha accolto la notizia con comprensione, consapevole che i giovani dipendenti stanno lasciando in massa. I social media, in particolare i gruppi Facebook dedicati, si sono riempiti di messaggi di ragazzi che cercano sponsor o indicano il loro desiderio di lasciare l’Ucraina, citando bombardamenti, incertezza economica e voglia di istruzione o lavoro all’estero. Un altro giovane di 22 anni, intervistato dalla “Bbc”, ha raggiunto recentemente i genitori all’estero per la prima volta dall’inizio della guerra e ha dichiarato di voler restare a lavorare e imparare la lingua. Il suo ritorno in Ucraina dipenderà dall’evoluzione della situazione. Le autorità ucraine di frontiera non forniscono statistiche sul numero di giovani effettivamente usciti dal Paese. Intanto, la “Bbc” ha inviato ulteriori richieste anche alle autorità di confine di Romania e Polonia per aggiornare i dati complessivi. Intanto, le imprese cercano di adattarsi. Dmytro Degtyar, co-fondatore di Hrd-club, ha spiegato che dal 2022 molte aziende ucraine avevano puntato proprio sulla fascia di lavoratori sotto i 25 anni, non soggetti a mobilitazione. La recente risoluzione che consente loro di uscire è arrivata come una sorpresa. “Le aziende non possono reagire così bruscamente con aumenti di stipendio. Possono tentare con elementi socio-ideologici, ma se i giovani vogliono partire per motivi economici o di sicurezza, il mercato da solo non basta a trattenerli”, ha spiegato Degtyar. Secondo l’esperto, ci sono due direttrici di sviluppo per le imprese: automatizzare quanto più possibile i processi oppure riorientare la ricerca del personale. Alcune aziende stanno cercando di trattenere i dipendenti con benefit, altre cercano di riportarli indietro. Alcuni ruoli maschili vengono assunti da donne, mentre aumenta anche la riqualificazione dei veterani. In parallelo, Degtyar ha rilevato un modesto ma crescente flusso di lavoratori migranti stranieri, soprattutto da India e Bangladesh, impiegati come autisti, saldatori, addetti alla logistica. Tuttavia, le procedure di assunzione restano lente e costose: “Servono sei mesi in media, ed è necessario semplificare”, ha affermato. Anche alcune aziende note hanno già espresso pubblicamente preoccupazione: la catena di supermercati Silpo ha segnalato che il 3 per cento dei suoi dipendenti tra i 18 e i 22 anni si è già dimesso.
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