IA e lavoro, la Santa Sede: difendere la dignità umana e il bene comune

Giu 5, 2026 - 00:10
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IA e lavoro, la Santa Sede: difendere la dignità umana e il bene comune

La rapida crescita dell’economia delle piattaforme ha trasformato il mondo del lavoro, offrendo nuove opportunità lavorative ma esponendo anche molti lavoratori "a nuove forme di invisibilità e sfruttamento". È quanto afferma l’Osservatore permanente della Santa Sede presso l’Onu e le altre organizzazioni internazionali a Ginevra, arcivescovo Ettore Balestrero, nel suo intervento ieri alla 114ma Conferenza internazionale del lavoro. Secondo il presule, il confronto sull’economia delle piattaforme dovrebbe incentrarsi «sulla dignità inerente della persona umana data da Dio e sulla dignità del lavoro». «La sfida non è tecnologica, ma antropologica», afferma Balestrero citando una frase di Papa Leone XIV nel messaggio per la 60ma Giornata mondiale delle comunicazioni sociali. Riguardo le preoccupazioni etiche, l’Osservatore permanente ha richiamato la recente Enciclica Magnifica Humanitas di Papa Leone per sottolineare che quando il potere è concentrato nelle mani di pochi «tende a diventare opaco e a sfuggire al controllo pubblico, aumentando il rischio di forme di sviluppo distorte che danno origine a nuove dipendenze, esclusioni, manipolazioni e disuguaglianze». Per questo — ha affermato — è fondamentale costruire forme di cooperazione «nel rispetto del bene comune». Un altro aspetto critico della crescente digitalizzazione del settore riguarda «il potere di garantire o limitare l’accesso al lavoro» da parte degli operatori delle piattaforme. «Ciò significa che i lavoratori potrebbero dover pagare per accedere alle opportunità di lavoro», ha osservato l’arcivescovo parlando di una inversione del principio secondo cui nessun lavoratore dovrebbe mai pagare per avere un lavoro. “È pertanto decisivo — ha concluso — impegnarsi nelle discussioni con i partner sociali sui modi per mitigare gli effetti dannosi delle nuove piattaforme economiche, assicurando che l’IA serva veramente il bene comune».

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Redazione Giornalista iscritto all’elenco dei “Professionisti” dal 2003. Iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Liguria dal 1991 come pubblicista fino al 2003 quando ha superato l’esame a Roma per passare ai professionisti. Il primo pezzo, da album dei ricordi, l'ho scritto sul ‘Corriere Mercantile’ (con l’edizione La Gazzetta del Lunedì) nel novembre del 1988. Fondato nel 1824, fu una delle più longeve testate italiane essendo rimasto in attività fino al luglio del 2015. Ha collaborato per 16 anni con l’agenzia Ansa, ma anche con Agi, Adnkronos, è stato corrispondente della Voce della Russia di Radio Mosca, quindi ha lavorato con La Repubblica, La Padania, Il Giornale, Il Secolo XIX, La Prealpina, La Stampa e per diverse emittenti televisive e radiofoniche come Telenord, Canale 7, Tele Cupole, Tele Gallinara, TeleRiviera, Radio Riviera 3, Radio Liguria International, Radio Babboleo, Lattemiele, Onda Ligure e Radio Valle Belbo. E' direttore di Radiocom.tv, la testata giornalistica della radio degli italiani nel mondo.