IA, Google torna a correre e con Gemini 3 spinge Alphabet verso i 4 mila miliardi di capitalizzazione

Dic 5, 2025 - 00:51
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IA, Google torna a correre e con Gemini 3 spinge Alphabet verso i 4 mila miliardi di capitalizzazione

Con Gemini 3, Google prova davvero a rimettersi al centro della corsa all’intelligenza artificiale. Il nuovo chatbot ha raggiunto 650 milioni di utenti, certo un risultato ancora inferiore agli 800 milioni di utenti settimanali di ChatGPT, ma il trend è molto più che positivo. A ottobre l’app ha totalizzato 73 milioni di download, avvicinandosi ai 93 milioni del suo principale concorrente, segnale che il divario con la creatura di OpenAI potrebbe ridursi prima del previsto. La strategia vincente di Big G si riflette anche in Borsa: la società madre, infatti, è sempre più vicina a entrare nel ristretto club dei 4 mila miliardi di dollari di capitalizzazione. Dopo Nvidia, Apple e Microsoft, anche Alphabet si avvicina al traguardo, con il titolo che ha toccato un massimo storico di 315,9 dollari, portando il valore di mercato a 3.820 miliardi. Ma il cambio di passo è anche, e forse soprattutto, frutto della riorganizzazione interna voluta da Sundar Pichai, ceo di Google, che, , dopo qualche passo falso iniziale come le polemiche sulla generazione di immagini, ha affidato la direzione strategica dell’IA a Demis Hassabis, fondatore di DeepMind per concentrare le risorse su modelli capaci di competere davvero con le altre big tech. Tuttavia, una svolta notevole della nuova strategia riguarda in particolare i TPU (Tensor Processing Unit), i chip proprietari sviluppati da Google, che per anni sono stati usati solo internamente, e ad oggi messi a disposizione anche dei clienti esterni. Anthropic ha già firmato un accordo per utilizzare fino a un milione di TPU, un’intesa da decine di miliardi di dollari, ma la vera novità è la trattativa con Meta, che potrebbe iniziare a integrare i chip Google nei propri data center dal 2027, con una formula di noleggio tramite Google Cloud già nel 2026. Secondo Reuters, così Google, di solito gelosa dei suoi chip, diventerebbe fornitore per altri giganti del settore, e la posta in gioco sarebbe grande: alcuni dirigenti di Google Cloud stimano che questa mossa possa portare a intercettare fino al 10% del fatturato di Nvidia, ovvero diversi miliardi di dollari. Insomma con Gemini 3, l’apertura dei TPU e una direzione interna più definita, Google stavolta vuole giocarsela da protagonista.

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Redazione Giornalista iscritto all’elenco dei “Professionisti” dal 2003. Iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Liguria dal 1991 come pubblicista fino al 2003 quando ha superato l’esame a Roma per passare ai professionisti. Il primo pezzo, da album dei ricordi, l'ho scritto sul ‘Corriere Mercantile’ (con l’edizione La Gazzetta del Lunedì) nel novembre del 1988. Fondato nel 1824, fu una delle più longeve testate italiane essendo rimasto in attività fino al luglio del 2015. Ha collaborato per 16 anni con l’agenzia Ansa, ma anche con Agi, Adnkronos, è stato corrispondente della Voce della Russia di Radio Mosca, quindi ha lavorato con La Repubblica, La Padania, Il Giornale, Il Secolo XIX, La Prealpina, La Stampa e per diverse emittenti televisive e radiofoniche come Telenord, Canale 7, Tele Cupole, Tele Gallinara, TeleRiviera, Radio Riviera 3, Radio Liguria International, Radio Babboleo, Lattemiele, Onda Ligure e Radio Valle Belbo. E' direttore di Radiocom.tv, la testata giornalistica della radio degli italiani nel mondo.