Il 30 gennaio apre il primo centro pubblico di fotografia a Roma, al via le mostre con Irving Penn
Apre il primo centro pubblico a Roma dedicato alla fotografia. È il secondo in Italia, dopo quello di Cinisello Balsamo, in provincia di Milano. È uno dei progetti principali previsto dal programma di recupero e rigenerazione urbana in corso all’ex Mattatoio di Testaccio, che diventerà la nuova “Città delle arti”. Lo spazio sarà inaugurato il prossimo 29 gennaio in occasione del settantesimo anniversario del gemellaggio tra Roma e Parigi e sarà aperto al pubblico il giorno dopo. Il centro, nel padiglione 9D, si candida a punto di riferimento per la promozione della cultura fotografica contemporanea, italiana e internazionale. La struttura di circa 1500 metri quadrati si sviluppa su due piani in grado di ospitare anche più iniziative in contemporanea: il piano terra da oltre mille mq presenta spazi modulabili per varie attività espositive, uffici, biglietteria e biblioteca con tremila volumi mentre, nei 450 mq complessivi del primo piano, si trovano una grande sala polivalente da quasi 200 mq e uno scenografico ballatoio espositivo. “Grazie a questi spazi ampi sarà possibile ospitare più mostre ed eventi contemporaneamente”, ha detto il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, in occasione della presentazione oggi nella sala delle Bandiere in Campidoglio. Per l’intervento sono stati stanziati circa 5 milioni di euro di fondi comunali, con i quali è stato svolto un importante lavoro di valorizzazione dell’edificio originario grazie alla linearità delle architetture industriali di fine Ottocento dove le vecchie strutture in ghisa, le guidovie e il tetto a capriate si integrano in modo suggestivo con la parte moderna. Gli impianti di illuminazione e di climatizzazione di ultima generazione garantiscono un servizio adattabile a tutte le diverse esigenze espositive. “Si tratta della più grande trasformazione dopo l’Auditorium, vent’anni fa. È un passaggio importante e che avviene in un contesto in cui Roma si mostra”, ha spiegato l’assessore alla Cultura di Roma, Massimiliano Smeriglio. La programmazione partirà subito con tre esposizioni di respiro nazionale e internazionale: una sul grande fotografo statunitense scomparso nel 2009, Irving Penn; un’altra sulla fotografa e artista italiana Silvia Camporesi. La mostra “Irving Penn Photographs 1939-2007. Capolavori dalla collezione della Maison Européenne de la Photographie, Parigi”, curata da Alessandra Mauro, Pascal Höel e Frédérique Dolivet si svolgerà dal 30 gennaio al 29 giugno 2026. Contemporaneamente sarà allestita anche l’esposizione: “Silvia Camporesi. C’è un tempo e un luogo”, curata da Federica Muzzarelli. Sempre nello stesso periodo, “Campo visivo”, lo spazio dedicato ai linguaggi contemporanei, alla ricerca e alla sperimentazione, ospiterà l’allestimento “Corpi reali e corpi immaginari”, curata da Daria Scolamacchia, che si propone di stimolare una riflessione su corpo e gesto, mescolando materiali di archivio con immagini documentarie e proiezioni giocose. Il centro di fotografia è una parte del più grande progetto della Città delle arti. “Nel 2027 è prevista la conclusione della quasi totalità dei lavori”, ha chiarito l’amministratore delegato della Fondazione Mattatoio, Umberto Marroni. A quella data saranno terminati il Padiglione ex frigoriferi, destinato a ospitare la Biblioteca centrale della facoltà di Architettura di Roma Tre, e una caffetteria. A marzo 2025 è partito il cantiere per la Palazzina 27, nell’ex Magazzino del Bestiame, che ospiterà una biblioteca multimediale con centro studi. Il Mattatoio di Testaccio, complesso di circa 105.000 metri quadrati costruito nel 1881 e poi dismesso nel 1975, “sarà uno dei più grandi poli culturali europei e sarà gestito in modo integrato dalla Fondazione Mattatoio di Roma, costituita nel novembre scorso”, ha concluso il sindaco Gualtieri.
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