In Italia ci sono già 200 data center, e altre decine ne arriveranno

Lug 28, 2026 - 00:27
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In Italia ci sono già 200 data center, e altre decine ne arriveranno

Da alcune settimane in Lombardia è in vigore una legge regionale che regolamenta la costruzione di nuovi data center, gli edifici che ospitano i server che servono a far funzionare tra le altre cose i servizi cloud e i chatbot di intelligenza artificiale. Sono in sostanza computer che lavorano in connessione tra loro dove vengono archiviati, custoditi e gestiti miliardi di dati. La legge lombarda fissa alcune regole su dove e come possano essere costruiti e sugli oneri che chi costruisce deve pagare ai comuni. È la prima legge del genere, ed è appunto regionale, mentre una legge nazionale ancora non esiste. Eppure i data center in Italia sono già 200, e altri 83 verranno costruiti nei prossimi anni. In poco tempo sono passati dall’essere infrastrutture tecniche quasi invisibili a diventare un nuovo settore industriale, capace di muovere investimenti enormi. Ma sono anche molto contestati dalle comunità nelle quali vengono costruiti, perlomeno negli Stati Uniti. Le ragioni delle proteste hanno riguardato soprattutto il consumo di suolo, visto che normalmente i data center sono molto estesi e a volte occupano terreni che prima erano agricoli; il consumo d’acqua utilizzata per il raffreddamento dei server; e il rumore prodotto per farli funzionare. È probabile che alcuni di questi problemi arrivino anche in Italia. Secondo l’Osservatorio Data Center del Politecnico di Milano, negli ultimi tre anni sono stati investiti nel settore dei data center oltre 7 miliardi. Da qui al 2028 la cifra potrebbe triplicare. Il centro di questa crescita è la provincia di Milano. Qui c’è il maggior numero di strutture, e qui c’è la quota più grande di potenza installata per farle funzionare, il 68 per cento del totale nazionale. Qualcosa si sta muovendo anche intorno a Roma, con una ventina circa di progetti.

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Redazione Giornalista iscritto all’elenco dei “Professionisti” dal 2003. Iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Liguria dal 1991 come pubblicista fino al 2003 quando ha superato l’esame a Roma per passare ai professionisti. Il primo pezzo, da album dei ricordi, l'ho scritto sul ‘Corriere Mercantile’ (con l’edizione La Gazzetta del Lunedì) nel novembre del 1988. Fondato nel 1824, fu una delle più longeve testate italiane essendo rimasto in attività fino al luglio del 2015. Ha collaborato per 16 anni con l’agenzia Ansa, ma anche con Agi, Adnkronos, è stato corrispondente della Voce della Russia di Radio Mosca, quindi ha lavorato con La Repubblica, La Padania, Il Giornale, Il Secolo XIX, La Prealpina, La Stampa e per diverse emittenti televisive e radiofoniche come Telenord, Canale 7, Tele Cupole, Tele Gallinara, TeleRiviera, Radio Riviera 3, Radio Liguria International, Radio Babboleo, Lattemiele, Onda Ligure e Radio Valle Belbo. E' direttore di Radiocom.tv, la testata giornalistica della radio degli italiani nel mondo.