Iran, la tregua non basta: i mercati 'festeggiano' ma restano le incognite per l'economia

Apr 9, 2026 - 00:56
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Iran, la tregua non basta: i mercati 'festeggiano' ma restano le incognite per l'economia

I mercati 'festeggiano' e le quotazioni del petrolio scendono. La tregua di due settimane in Iran ha un effetto immediato positivo che, come tutte le reazioni puntuali, risente dell'andamento fortemente negativo delle ultime settimane, e assume quindi le caratteristiche del 'rimbalzo'. Il rischio percepito, altissimo fino a questa notte, si ridimensiona e alimenta da una parte un'apertura di ottimismo degli investitori che tornano ad acquistare titoli e, dall'altra, allenta la pressione sui prezzi dei prodotti energetici. Il pericolo per ora scampato di una ulteriore deflagrazione della guerra, con l'ultimatum del presidente americano Donald Trump che ha amplificato la tensione con un ripetuto effetto annuncio, lascia respirare gli indicatori principali dell'economia globale. Tutto questo, però, non consente di cambiare scenario: restano le incognite che pesano sulle previsioni che riguardano la crescita, con il rischio di una recessione per nulla scongiurato, e l'inflazione, con i prezzi che rimangono sotto stretta sorveglianza. La domanda che in queste ore ha più senso porsi è: cosa serve realmente all'economia per allontanare la crisi? Le risposte non possono che essere diverse e legate tra loro. A partire dalla varibile principale, che è legata allo Stretto di Hormuz. Cosa vuol dirlo riaprirlo? A chi e a quali condizioni sarà consentito il passaggio? E' facilmente prevedibile che il transito resti un'arma di pressione in mano a Teheran e che, in ogni caso, possa comportare un costo più alto da pagare per tornare su rotte che le navi facevano prima che Stati Uniti e Israele iniziassero a bombardare l'Iran. Se così fosse, andrebbe considerato un impatto strutturale, non più reversibile, che continuerebbe a scaricarsi sui prezzi delle merci.

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Redazione Giornalista iscritto all’elenco dei “Professionisti” dal 2003. Iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Liguria dal 1991 come pubblicista fino al 2003 quando ha superato l’esame a Roma per passare ai professionisti. Il primo pezzo, da album dei ricordi, l'ho scritto sul ‘Corriere Mercantile’ (con l’edizione La Gazzetta del Lunedì) nel novembre del 1988. Fondato nel 1824, fu una delle più longeve testate italiane essendo rimasto in attività fino al luglio del 2015. Ha collaborato per 16 anni con l’agenzia Ansa, ma anche con Agi, Adnkronos, è stato corrispondente della Voce della Russia di Radio Mosca, quindi ha lavorato con La Repubblica, La Padania, Il Giornale, Il Secolo XIX, La Prealpina, La Stampa e per diverse emittenti televisive e radiofoniche come Telenord, Canale 7, Tele Cupole, Tele Gallinara, TeleRiviera, Radio Riviera 3, Radio Liguria International, Radio Babboleo, Lattemiele, Onda Ligure e Radio Valle Belbo. E' direttore di Radiocom.tv, la testata giornalistica della radio degli italiani nel mondo.