Istat: Richieste asilo 2025 in calo del 14,9% a 128.655 unità

Nov 7, 2026 - 00:38
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Istat: Richieste asilo 2025 in calo del 14,9% a 128.655 unità

Negli ultimi anni i flussi di persone in cerca di asilo sono divenuti una componente importante della dinamica migratoria in Italia. I permessi di soggiorno consentono solo in parte di contabilizzare questa tipologia di flussi che, in alcuni casi, non danno luogo – almeno non subito – al rilascio di un permesso. Per fornire un quadro più completo di questo tipo di arrivi e della presenza complessiva di cittadini non comunitari sul territorio è utile pertanto analizzare anche le richieste di asilo. Nel 2025, sulla base dei dati Eurostat, le persone che hanno presentato una prima richiesta di asilo sono state 128.655, in diminuzione (-14,9%) rispetto al 2024, quando le richieste di asilo presentate erano state 151.120. Lo riferisce l’Istat nel Rapporto ‘Cittadini non comunitari in Italia anno 2025. La graduatoria dei principali Paesi interessati dalle richieste di asilo nel 2025 vede al primo posto il Bangladesh (27.825) seguito dal Perù (15.545), Egitto (11.265) e Pakistan (9.815). Le donne richiedenti asilo sono 27.220, il 21,2% del totale, e presentano un profilo per cittadinanza peculiare: provengono soprattutto dal Perù (8.170), dalla Georgia (3.610), dalla Colombia (1.415) e dalla Cina (1.360). Nel 2025 sono state esaminate 104.560 prime istanze di richiesta di asilo, quasi 26mila in più rispetto al 2024. Il 70,0% delle richieste esaminate è stato respinto; il numero di esiti negativi è aumentato di quasi 6 punti percentuali dal 2024. L’esito delle decisioni è diverso a seconda delle cittadinanze. Considerando i primi 10 Paesi per numero di pratiche esaminate l’incidenza più alta di istanze respinte riguarda i cittadini di Marocco (90,2%), Sri Lanka (89,0%) e Bangladesh (88,7%). All’opposto il 99,8% dei procedimenti riguardanti i cittadini del Burkina Faso è stato accolto e il 98,7% di quelli del Mali. Delle 31.365 prime istanze giudicate positivamente il 19,0% ha avuto il riconoscimento dello status di rifugiato, il 36,5% la protezione sussidiaria e il resto ha ottenuto la protezione speciale (Figura 3). I richiedenti asilo provenienti dalla Nigeria registrano una quota molto superiore alla media di riconoscimenti dello status di rifugiato (56,4%), mentre la quasi totalità delle istanze di cittadini del Burkina Faso ha visto il riconoscimento della protezione sussidiaria (94,9%). Una quota non trascurabile di persone entrate in Italia in cerca di asilo resta per molti anni nel nostro Paese. Considerando coloro che hanno avuto un primo permesso per richiesta di asilo nel 2014 (più di 36mila persone ) oltre il 30,4% risultava ancora presente in Italia dopo 5 anni. La percentuale della stessa coorte presente al 31 dicembre 2025 è leggermente più elevata (31,2%), questo perché in un periodo molto lungo come quello considerato alcune persone possono essere uscite e poi rientrate. La permanenza dopo i 5 anni è particolarmente elevata per ucraini (62,6%) e afghani (50,6%), mentre risulta più bassa per le collettività africane in particolare Senegal (21,7%), Mali (21,9%) e Ghana (23,2%). Al 31 dicembre 2025 il 42,7% di coloro che hanno avuto un primo permesso per richiesta asilo nel 2014 e che sono presenti in Italia ha un permesso di soggiorno di lungo periodo, il 7,4% ha un permesso di soggiorno per rifugiati riconosciuti, il 15,8% gode della protezione sussidiaria e il 26,4% ha un permesso per lavoro. Per quest’ultima quota si deve sottolineare che molti sono passati attraverso titoli di soggiorno intermedi differenti e alcuni attraverso il provvedimento di regolarizzazione del 2020; infatti, in base alle norme vigenti, non è possibile la trasformazione diretta del permesso per richiesta asilo in permesso di lavoro. Elevata è la percentuale di coloro che al 31 dicembre 2025 ha un permesso di soggiorno in una provincia diversa da quella di primo ingresso nel 2014: 60,8%. La quota di chi ha cambiato provincia supera il 75% per Pakistan e Bangladesh, segnale di un’elevata propensione alla mobilità interna.

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Redazione Giornalista iscritto all’elenco dei “Professionisti” dal 2003. Iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Liguria dal 1991 come pubblicista fino al 2003 quando ha superato l’esame a Roma per passare ai professionisti. Il primo pezzo, da album dei ricordi, l'ho scritto sul ‘Corriere Mercantile’ (con l’edizione La Gazzetta del Lunedì) nel novembre del 1988. Fondato nel 1824, fu una delle più longeve testate italiane essendo rimasto in attività fino al luglio del 2015. Ha collaborato per 16 anni con l’agenzia Ansa, ma anche con Agi, Adnkronos, è stato corrispondente della Voce della Russia di Radio Mosca, quindi ha lavorato con La Repubblica, La Padania, Il Giornale, Il Secolo XIX, La Prealpina, La Stampa e per diverse emittenti televisive e radiofoniche come Telenord, Canale 7, Tele Cupole, Tele Gallinara, TeleRiviera, Radio Riviera 3, Radio Liguria International, Radio Babboleo, Lattemiele, Onda Ligure e Radio Valle Belbo. E' direttore di Radiocom.tv, la testata giornalistica della radio degli italiani nel mondo.