La città italiana con più ristoranti pro capite non è Roma

Ago 6, 2026 - 00:56
Ago 3, 2026 - 14:07
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La città italiana con più ristoranti pro capite non è Roma

C’è un filo sottile che attraversa la cultura italiana da Nord a Sud, e passa invariabilmente per la tavola. Mangiare in Italia non è un’azione neutrale: è un rito collettivo che porta con sé affetti, memoria, appartenenza. Un’identità così strutturata da essere stata ufficialmente riconosciuta dall’UNESCO come Patrimonio culturale immateriale dell’umanità. Non sorprende, in questo quadro, che il Paese sia letteralmente punteggiato di trattorie, osterie e ristoranti capaci di raccontare un territorio attraverso un piatto. La ricchezza dei prodotti locali, la profondità delle tradizioni gastronomiche e la pressione del turismo hanno costruito nel tempo un’offerta di ristorazione senza paragoni in Europa. Eppure, dentro questa abbondanza diffusa, c’è una città che emerge su tutte. E no, non è quella che ci si aspetterebbe. Ogni anno Il Sole 24 Ore pubblica la propria classifica della qualità della vita nelle città italiane, articolata su decine di indicatori che spaziano dall’economia ai servizi, dalla sanità alla cultura e al tempo libero. È proprio in quest’ultima categoria che si nasconde un dato rivelatore. Incrociando le cifre, emerge che la città con la concentrazione più alta di ristoranti rispetto alla popolazione residente non è Roma, non è Milano, non è Bologna. È Savona. La città ligure registra il rapporto più elevato tra punti ristoro e abitanti di tutta Italia, un primato che non dipende da un exploit occasionale ma da una serie di condizioni strutturali: un flusso turistico che non conosce stagione, favorito da un clima mite per buona parte dell’anno, e una vocazione all’accoglienza radicata nel territorio. Vale la pena precisare, per evitare equivoci, che il dato misura la densità di ristoranti rispetto alla popolazione, non il numero assoluto. Il primato di Savona non è nemmeno una novità dell’ultima classifica. I dati storici raccontano una storia coerente: nel 2021 la città era già prima per i ristoranti e seconda per i bar, nel 2022 si piazzava al sesto posto nella più ampia categoria cultura e tempo libero. Una costanza che parla di un ecosistema gastronomico genuinamente radicato, non di una fiammata statistica. Chi invece domina quando si guarda al numero assoluto è Roma, che su circa 400mila punti ristoro censiti in tutto il Paese ne raccoglie quasi 20mila. Un primato che ha la stazza di una capitale, ma che in termini relativi racconta una storia diversa da quella di una piccola città ligure affacciata sul mare.

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Redazione Giornalista iscritto all’elenco dei “Professionisti” dal 2003. Iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Liguria dal 1991 come pubblicista fino al 2003 quando ha superato l’esame a Roma per passare ai professionisti. Il primo pezzo, da album dei ricordi, l'ho scritto sul ‘Corriere Mercantile’ (con l’edizione La Gazzetta del Lunedì) nel novembre del 1988. Fondato nel 1824, fu una delle più longeve testate italiane essendo rimasto in attività fino al luglio del 2015. Ha collaborato per 16 anni con l’agenzia Ansa, ma anche con Agi, Adnkronos, è stato corrispondente della Voce della Russia di Radio Mosca, quindi ha lavorato con La Repubblica, La Padania, Il Giornale, Il Secolo XIX, La Prealpina, La Stampa e per diverse emittenti televisive e radiofoniche come Telenord, Canale 7, Tele Cupole, Tele Gallinara, TeleRiviera, Radio Riviera 3, Radio Liguria International, Radio Babboleo, Lattemiele, Onda Ligure e Radio Valle Belbo. E' direttore di Radiocom.tv, la testata giornalistica della radio degli italiani nel mondo.