L’Iran respinge le accuse sul tentato assassinio dell’ambasciatrice israeliana in Messico
L’Iran ha respinto le accuse relative a un presunto tentativo di assassinio dell’ambasciatrice israeliana in Messico, definendole una “fabbricazione mediatica” volta a “danneggiare i legami storici di amicizia” con il Paese nordamericano. In una nota su X, l’ambasciata iraniana a Città del Messico ha definito una “grande menzogna” l’accusa lanciata da Israele e Stati Uniti secondo cui Teheran avrebbe pianificato l’uccisione di Einat Kranz-Neiger. “L’accusa di un presunto tentativo da parte dell’Iran di assassinare l’ambasciatrice del regime israeliano in Messico è una fabbricazione mediatica, una grande menzogna il cui obiettivo è danneggiare le relazioni amichevoli e storiche tra entrambe le nazioni, che respingiamo categoricamente”, si legge nella nota, precisando che Iran e Messico condividono “interessi identici”, e che “la sicurezza e la reputazione del Messico sono anche la sicurezza e la reputazione dell’Iran”. “Non tradiremo mai la fiducia che il governo messicano ha riposto in noi. In nessun caso danneggeremo la buona immagine del popolo messicano, i nostri amici. Tradire gli interessi del Messico sarebbe tradire i nostri stessi interessi”, conclude la nota. Secondo quanto riferito da funzionari statunitensi e israeliani al sito web d’informazione “Axios”, gli Stati Uniti e Israele accusano l’Iran di aver complottato per assassinare l’ambasciatrice israeliana in Messico, aggiungendo che la minaccia è stata sventata dai servizi di sicurezza messicani. Un funzionario statunitense afferma che la forza d’élite Quds del Corpo delle guardie rivoluzionarie islamiche dell’Iran (Irgc, i pasdaran) ha avviato il complotto alla fine del 2024 e che è stato sventato quest’anno. “Axios” riferisce che l’operazione era guidata da un agente dell’Unità 11000 dell’Irgc, che ha trascorso anni presso l’ambasciata iraniana in Venezuela reclutando agenti iraniani in tutta l’America Latina.
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