Marocco: islamisti sfidano la premier con quattro proposte di legge sulla corruzione

Ott 30, 2026 - 00:24
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Marocco: islamisti sfidano la premier con quattro proposte di legge sulla corruzione

Quattro proposte di legge per contrastare la corruzione e uno scontro parlamentare diventato virale sui media segnano il confronto tra il Partito della giustizia e dello sviluppo (Pjd), formazione islamista all’opposizione in Marocco, e la nuova capo del governo, Fatima Ezzahra El Mansouri. Il gruppo parlamentare del Pjd ha depositato presso l’Ufficio di presidenza della Camera dei rappresentanti quattro testi che riguardano l’arricchimento illecito, i conflitti di interesse, la tutela dei funzionari che denunciano episodi di corruzione e l’obbligo di dichiarazione patrimoniale. In una nota, il partito ha spiegato che le iniziative intendono dare seguito agli impegni assunti durante il dibattito sul programma di governo del 22 ottobre e alle proposte contenute nel proprio programma elettorale. I testi sono stati trasmessi per l’esame alle commissioni competenti, secondo le procedure parlamentari. La prima proposta mira a prevenire e contrastare i conflitti di interesse e a criminalizzare la divulgazione di informazioni privilegiate finalizzata a ottenere vantaggi, in linea con l’articolo 36 della Costituzione. La seconda punta a perseguire gli incrementi patrimoniali rilevanti e ingiustificati. La terza introduce garanzie giuridiche per i dipendenti pubblici che segnalano episodi di corruzione nelle amministrazioni, mentre la quarta prevede di aggiornare e consolidare la normativa sulle dichiarazioni patrimoniali obbligatorie. La presentazione dei testi arriva dopo l’approvazione del programma dell’esecutivo da parte della Camera dei rappresentanti, il 22 ottobre, con 204 voti favorevoli e 127 contrari. La seduta è stata accompagnata da un acceso confronto tra El Mansouri e i deputati del Pjd, rilanciato anche dalla stampa italiana. Al centro dell’attenzione mediatica è finito un video in cui la premier corregge un deputato che si era rivolto a lei chiamandola “signor primo ministro”, replicando: “Signora primo ministro, prego”. Lo scambio ha alimentato il dibattito sul ruolo delle donne nella politica marocchina e sui rapporti tra la nuova guida dell’esecutivo e l’opposizione islamista. Nel corso del confronto, El Mansouri ha inoltre respinto una rappresentazione tradizionalista del ruolo femminile, richiamando le parole pronunciate nel 2014 dall’allora capo del governo Abdelilah Benkirane, esponente del Pjd, che aveva paragonato la donna a un “lampadario che illumina casa”. “Io non sono un lampadario, ma un cervello, una coscienza, delle convinzioni e una battaglia”, ha affermato El Mansouri. La premier ha inoltre rivendicato il legame storico tra l’Islam e l’identità marocchina, contestando al Pjd qualsiasi pretesa di esclusività nella rappresentanza dei valori religiosi del Paese. Alle elezioni legislative del 23 settembre 2026, il Partito della giustizia e dello sviluppo (Pjd) ha conquistato 54 seggi sui 395 della Camera dei rappresentanti, rispetto ai 13 ottenuti nel 2021, tornando a rafforzare la propria presenza parlamentare. La formazione islamista si è classificata al quarto posto, dietro al Partito autenticità e modernità (Pam), con 97 seggi, al Raggruppamento nazionale degli indipendenti (Rni), con 66, e al Partito dell’Istiqlal, con 65. Il risultato conferma il ritorno del Pjd al centro del confronto politico, dopo la pesante battuta d’arresto elettorale del 2021, quando il partito aveva perso gran parte della rappresentanza parlamentare.

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Redazione Giornalista iscritto all’elenco dei “Professionisti” dal 2003. Iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Liguria dal 1991 come pubblicista fino al 2003 quando ha superato l’esame a Roma per passare ai professionisti. Il primo pezzo, da album dei ricordi, l'ho scritto sul ‘Corriere Mercantile’ (con l’edizione La Gazzetta del Lunedì) nel novembre del 1988. Fondato nel 1824, fu una delle più longeve testate italiane essendo rimasto in attività fino al luglio del 2015. Ha collaborato per 16 anni con l’agenzia Ansa, ma anche con Agi, Adnkronos, è stato corrispondente della Voce della Russia di Radio Mosca, quindi ha lavorato con La Repubblica, La Padania, Il Giornale, Il Secolo XIX, La Prealpina, La Stampa e per diverse emittenti televisive e radiofoniche come Telenord, Canale 7, Tele Cupole, Tele Gallinara, TeleRiviera, Radio Riviera 3, Radio Liguria International, Radio Babboleo, Lattemiele, Onda Ligure e Radio Valle Belbo. E' direttore di Radiocom.tv, la testata giornalistica della radio degli italiani nel mondo.