Marocco, nuova strategia per l’acqua: 1,7 miliardi di metri cubi dalla desalinizzazione entro il 2030
Il Marocco punta a portare la produzione di acqua desalinizzata a 1,7 miliardi di metri cubi all’anno entro il 2030, rafforzando al contempo la capacità di stoccaggio delle dighe e i collegamenti tra i bacini idrici. Lo ha annunciato oggi il ministro delle Infrastrutture e dell’acqua, Nizar Baraka, presentando “una nuova strategia nazionale per la sicurezza idrica, concepita per rispondere agli effetti dei cambiamenti climatici e alla crescente pressione sulle risorse idriche” del Paese. Nel dettaglio, il piano prevede il potenziamento delle infrastrutture di raccolta e distribuzione dell’acqua, con l’obiettivo di portare la capacità complessiva di stoccaggio delle dighe a 27 miliardi di metri cubi entro il 2031. Attualmente sono in corso i lavori per la realizzazione di 17 grandi dighe, con una capacità complessiva di 5,4 miliardi di metri cubi, oltre a sei dighe di medie dimensioni. Il governo ha inoltre avviato la realizzazione di altri 12 bacini, destinati ad aggiungere 4,9 miliardi di metri cubi di capacità. Un altro asse prioritario riguarda il trasferimento delle risorse idriche tra i bacini. Dopo il completamento della prima fase del collegamento tra i bacini del Sebou e del Bouregreg, Baraka ha annunciato che dal prossimo anno prenderanno il via i lavori per la seconda fase, che collegherà il Bouregreg all’Oum Er-Rbia, consentendo il trasferimento di circa 8 milioni di metri cubi d’acqua. Sul fronte della desalinizzazione, la capacità produttiva nazionale è passata dai 46 milioni di metri cubi del 2021 agli attuali 447 milioni. Nel corso del 2026 sono previste le nuove stazioni di Nador e Driouch, con una capacità complessiva di 300 milioni di metri cubi all’anno, e quella di Tangeri, da 150 milioni. Per il prossimo anno sono invece programmati nuovi impianti a Tiznit, Tan-Tan, Guelmim e Rabat, oltre all’ampliamento della stazione di Chtouka Aït Baha. L’obiettivo indicato dal ministro è raggiungere una capacità di circa 1,8 miliardi di metri cubi entro il 2031, sufficiente a coprire il 60 per cento del fabbisogno nazionale di acqua potabile. La strategia comprende inoltre l’estensione dell’irrigazione a goccia a oltre un milione di ettari, il miglioramento dell’efficienza delle reti di distribuzione e l’incremento dei volumi di acque reflue trattate e riutilizzate. Previsti anche interventi per proteggere le falde acquifere e razionalizzarne lo sfruttamento, attraverso l’impiego di tecnologie digitali e intelligenza artificiale. La nuova pianificazione tiene conto delle crescenti criticità legate alla distribuzione delle precipitazioni: secondo i dati presentati da Baraka, il 53 per cento delle piogge si concentra infatti in appena il sette per cento del territorio nazionale, accentuando gli squilibri nella disponibilità delle risorse idriche e la pressione sulle falde sotterranee. La strategia include anche un piano di prevenzione delle inondazioni, con la realizzazione di un nuovo atlante delle aree a rischio, sistemi di monitoraggio in tempo reale delle precipitazioni e strumenti di allerta precoce. Sono stati completati 27 progetti di protezione dalle inondazioni, mentre altri 21 risultano in corso.
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