Migranti: commissione parlamentare approva riforma delle norme sui rimpatri
La commissione Libertà civili del Parlamento europeo ha adottato ieri in serata la propria posizione sulla riforma delle regole europee per il rimpatrio dei cittadini di Paesi terzi che soggiornano irregolarmente nell’Unione. Il testo è stato approvato con 41 voti favorevoli, 32 contrari e un’astensione. Secondo la proposta, quando una persona si trova illegalmente nel territorio di uno Stato membro, le autorità nazionali dovranno emettere una decisione di rimpatrio con l’obbligo di lasciare il Paese. Questa decisione sarà inserita in un cosiddetto “ordine europeo di rimpatrio”, visibile a tutti i Paesi dell’area Schengen attraverso il sistema informativo condiviso. Dal luglio 2027, gli Stati membri dovranno riconoscere e applicare le decisioni di rimpatrio emesse da altri Paesi dell’Unione. Il Paese in cui la persona si trova illegalmente resterà comunque responsabile dell’esecuzione del rimpatrio. Il testo prevede anche la possibilità di detenzione temporanea per preparare il rimpatrio, ad esempio in caso di rischio di fuga o mancata collaborazione con le autorità. La detenzione potrà arrivare fino a 24 mesi, ma dovrà rispettare le leggi nazionali ed essere disposta da un’autorità amministrativa o giudiziaria. Per i minori non accompagnati e le famiglie con bambini si tratterà di una misura di ultima istanza. Gli eurodeputati chiedono inoltre un sistema di monitoraggio indipendente per garantire il rispetto dei diritti fondamentali durante le operazioni di rimpatrio. Il testo dovrà ora essere approvato dall’intero Parlamento prima dell’avvio dei negoziati con il Consiglio dell’Unione europea.
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