Migranti, si teme un’altra strage: “80 dispersi al largo della Libia”

Apr 6, 2026 - 00:30
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Migranti, si teme un’altra strage: “80 dispersi al largo della Libia”

Trentadue migranti sono stati salvati, in area Sar Libica dalla Guardia costiera italiana. Recuperati anche due cadaveri. I migranti, pakistani, bengalesi ed egiziani, che erano a bordo del barcone sono stati trovati in mare aperto. L'imbarcazione, partita da Tripoli, si è rovesciata e i migranti sono rimasti in acqua per diverso tempo prima di essere soccorsi. Alcuni dei 32 sopravvissuti hanno raccontato di essere partiti "in 110". Sarebbero un'ottantina le persone finite in mare e annegate. Al momento i sopravvissuti, sistemati nell'hotspot di Lampedusa, sono tutti in stato di forte choc. Sono rimasti in mare aperto diverse ore dopo il ribaltamento della barca sulla quale viaggiavano. Sono stati sottoposti a controlli medici e rifocillati, al momento vengono lasciati riposare. Il barcone sul quale viaggiavano è stato intercettato e segnalato, subito dopo che si era rovesciato, da un aereo della guardia costiera in ordinario servizio di pattugliamento ed è scattato l'allarme. ''Anche a Pasqua ci raggiunge la notizia di dispersi e morti nel centro del Mediterraneo. Uomini, donne e bambini per i quali la Pasqua non ha significato vita, ma morte''. Monsignor Carlo Perego, presidente della Commissione Cei sull'immigrazione nonché presidente della fondazione Migrantes , con l'Adnkronos dà voce a sdegno e dolore dopo il nuovo naufragio in area Sar Libica nel quale ottanta migranti risultano dispersi. ''Si pensa a tutto in questa Pasqua tranne a loro, alle persone in fuga dalle guerre combattute anche con le nostre armi. Alcuni si meravigliano e si irritano perché parliamo di morte, di diritti negati in questa Pasqua. Sono gli Erode della comunicazione e della politica'', il j'accuse. ''Speriamo che l'Europa alzi gli occhi sul Mediterraneo e finalmente - dice Perego - tuteli chi richiede asilo, con una missione europea nel Mediterraneo e la cessazione degli accordi con la Libia, dove, gli stessi che fermano e trasportano nei campi le persone in fuga nel Mediterraneo sono gli stessi che lucrano mettendoli in mare. Il caso Almasri lo dimostra. L'Italia e l'Europa sono incapaci di tutelare invece gli interessi dei migranti in fuga, sempre più numerosi da dieci anni a questa parte e sempre più soli. E' una vergogna''.

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Redazione Giornalista iscritto all’elenco dei “Professionisti” dal 2003. Iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Liguria dal 1991 come pubblicista fino al 2003 quando ha superato l’esame a Roma per passare ai professionisti. Il suo primo pezzo, da album dei ricordi, l’aveva scritto sul ‘Corriere Mercantile’ (con l’edizione La Gazzetta del Lunedì) nel novembre del 1988. Fondato nel 1824, fu una delle più longeve testate italiane essendo rimasto in attività fino al luglio del 2015. Ha collaborato per 16 anni con l’agenzia Ansa, ma anche con Agi, Adnkronos, è stato corrispondente della Voce della Russia di Radio Mosca, quindi ha lavorato con La Repubblica, La Padania, Il Giornale, Il Secolo XIX, La Prealpina, La Stampa e per diverse emittenti radiofoniche come Radio Riviera 3, Radio Liguria International, Radio Babboleo, Lattemiele, Onda Ligure. E' direttore di Radiocom.tv