Nel 2025 la settimana lavorativa media nell’UE scende sotto le 36 ore
Secondo gli ultimi dati pubblicati oggi da Eurostat, nel 2025 la durata media effettiva della settimana lavorativa nell’Unione Europea è scesa a 35 ore e 9 minuti per i lavoratori tra i 20 e i 64 anni, considerando sia il lavoro a tempo pieno sia quello part-time. Dieci anni fa, nel 2015, la media europea era di quasi 37 ore settimanali, segno di una progressiva riduzione del tempo di lavoro in molti Paesi dell’Unione. Le differenze tra gli Stati membri restano però molto marcate. La Grecia è il Paese dove si lavora di più, con una media di quasi 40 ore settimanali, seguita da Bulgaria e Polonia. Sul fronte opposto si trovano invece i Paesi Bassi, dove la settimana lavorativa media è inferiore alle 32 ore, seguiti da Danimarca, Germania e Austria. Il dato riflette anche la forte diffusione del lavoro part-time in alcuni Paesi del Nord Europa. Eurostat evidenzia inoltre importanti differenze tra le categorie professionali. Gli orari più lunghi si registrano tra gli addetti all’agricoltura, alla pesca e alla silvicoltura, che lavorano mediamente 42 ore a settimana. Seguono dirigenti e personale delle forze armate. Le settimane lavorative più brevi riguardano invece le professioni di supporto amministrativo, il commercio e i servizi alla persona. Secondo gli analisti europei, la graduale riduzione dell’orario medio di lavoro è legata a diversi fattori: l’aumento del lavoro flessibile, la diffusione dello smart working dopo la pandemia, una maggiore attenzione all’equilibrio tra vita privata e professionale e l’invecchiamento della popolazione attiva. In molti Paesi europei continua inoltre il dibattito politico e sindacale sulla possibilità di ridurre ulteriormente gli orari senza diminuire la produttività.
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