Nel 2025 la settimana lavorativa media nell’UE scende sotto le 36 ore

Mag 27, 2026 - 15:51
 0  46
Nel 2025 la settimana lavorativa media nell’UE scende sotto le 36 ore

Secondo gli ultimi dati pubblicati oggi da Eurostat, nel 2025 la durata media effettiva della settimana lavorativa nell’Unione Europea è scesa a 35 ore e 9 minuti per i lavoratori tra i 20 e i 64 anni, considerando sia il lavoro a tempo pieno sia quello part-time. Dieci anni fa, nel 2015, la media europea era di quasi 37 ore settimanali, segno di una progressiva riduzione del tempo di lavoro in molti Paesi dell’Unione. Le differenze tra gli Stati membri restano però molto marcate. La Grecia è il Paese dove si lavora di più, con una media di quasi 40 ore settimanali, seguita da Bulgaria e Polonia. Sul fronte opposto si trovano invece i Paesi Bassi, dove la settimana lavorativa media è inferiore alle 32 ore, seguiti da Danimarca, Germania e Austria. Il dato riflette anche la forte diffusione del lavoro part-time in alcuni Paesi del Nord Europa. Eurostat evidenzia inoltre importanti differenze tra le categorie professionali. Gli orari più lunghi si registrano tra gli addetti all’agricoltura, alla pesca e alla silvicoltura, che lavorano mediamente 42 ore a settimana. Seguono dirigenti e personale delle forze armate. Le settimane lavorative più brevi riguardano invece le professioni di supporto amministrativo, il commercio e i servizi alla persona. Secondo gli analisti europei, la graduale riduzione dell’orario medio di lavoro è legata a diversi fattori: l’aumento del lavoro flessibile, la diffusione dello smart working dopo la pandemia, una maggiore attenzione all’equilibrio tra vita privata e professionale e l’invecchiamento della popolazione attiva. In molti Paesi europei continua inoltre il dibattito politico e sindacale sulla possibilità di ridurre ulteriormente gli orari senza diminuire la produttività.

Qual è la tua reazione a questa notizia?

like

dislike

love

funny

angry

sad

wow

Filippo Giuffrida Ha cominciato la sua carriera giornalistica nel 1982, come giornalista presso Radio Riviera Tre. Dal 1989 collabora con Radio One e con l'agenzia stampa Hi News. Nel 1994 si è trasferito a Bruxelles come corrispondente per l'agenzia L’Altra News. Nel 2003 ha fondato l'agenzia stampa DSPRESS ed è stato nominato Redattore capo della rivista L'Incontro, nel 2010 ha assunto la direzione del periodico mensile La Lettre B. Direttore dell'Istituto Europeo di Studi Giuridici e di Comunicazione, dal febbraio 2019 è il corrispondente da Bruxelles dell'agenzia giornalistica 9 Colonne, diretta da Paolo Pagliaro. Membro fondatore di ITACA, è il direttore di RadioCom.tv, la prima web-radio in lingua italiana destinata alle comunità italiane all'estero, un progetto sostenuto dal Ministero degli Esteri. Nel 2013 ha vinto il Michel Vanderborght Award nella categoria giornalismo e nel 2020 ha vinto il Radnoty Award nella categoria giornalismo. È uno degli autori del libro "Lettere dall'Europa" e degli editorialisti del periodico quindicinale Patria Indipendente. Filippo Giuffrida è il pronipote dello scrittore e giornalista Leonida Rèpaci e del giornalista e politico Ottavio Pastore, che fu il primo direttore de l'Unità. Ex Presidente del Comitato Provinciale dell'ANPI del Belgio, è il Vicepresidente della FIR, Federazione Internazionale dei Resistenti.