Nel sangue i primi segni biologici del Parkinson
I primi segni biologici del morbo di Parkinson possono essere individuati nel sangue, molto prima che compaiano i sintomi motori e quando il danno cerebrale non è ancora esteso. È quanto emerge da uno studio pubblicato su npj Parkinson’s Disease, guidato da un team della Chalmers University of Technology, in Svezia, in collaborazione con l’Oslo University Hospital. La ricerca identifica specifici biomarcatori legati a processi cellulari precocissimi della malattia, aprendo la strada a test ematici per la diagnosi anticipata e a nuove strategie terapeutiche. Il lavoro è coordinato da Annikka Polster, professoressa associata al Dipartimento di Life Sciences di Chalmers, con primo autore Danish Anwer, dottorando nello stesso ateneo. I ricercatori hanno dimostrato che, nelle fasi iniziali del Parkinson – che possono precedere i sintomi clinici anche di 15-20 anni – avviene un’attivazione transitoria di meccanismi di riparazione del DNA e di risposta allo stress cellulare. Questi processi lasciano tracce misurabili nel sangue, ma solo per un periodo limitato.
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