Onu, Erdogan: 'Il riconoscimento della Palestina spingerà la soluzione a due Stati'
Ciò che rende questa Assemblea generale delle Nazioni Unite diversa dalle altre “è che molti Paesi riconosceranno lo Stato di Palestina. Speriamo che questa decisione dia impulso alla realizzazione della soluzione a due Stati”. Lo ha detto il presidente turco Recep Tayyip Erdogan in una conferenza stampa all’aeroporto Ataturk di Istanbul, prima di partire per gli Stati Uniti. Erdogan ha criticato duramente l’Onu, osservando che la sua attuale struttura concepita 80 anni fa, non è più in grado di adempiere efficacemente ai suoi compiti fondamentali. “Soprattutto il fatto che la soluzione delle crisi umanitarie sia lasciata alla mercé dei Paesi con diritto di veto nel Consiglio di sicurezza è inaccettabile. Questo amaro dato di fatto lo avevamo denunciato già 12 anni fa dal podio dell’Onu dicendo ‘Il mondo è più grande di cinque’. Da allora, la correttezza della nostra analisi è stata confermata più volte. Oggi persino a livello di segretario generale si riconosce apertamente l’urgenza di una riforma dell’Onu. Abbiamo sempre sostenuto questi sforzi e continueremo a farlo”. Il presidente turco ha quindi anticipato il contenuto del suo discorso: “Porremo in evidenza in particolare la catastrofe umanitaria e i massacri a Gaza. Mi soffermerò inoltre sugli sforzi della Turchia per garantire la stabilità nella regione e sui suoi contributi alla pace internazionale. Torneremo a parlare anche dei diritti dei nostri fratelli della Repubblica Turca di Cipro del Nord. Avrò l’opportunità di illustrare al mondo la nostra politica estera”. Il presidente ha definito “un progresso estremamente positivo” la partecipazione all’Assemblea del nuovo governo della Siria, liberatasi dopo 14 anni di un periodo “oscuro e sanguinoso”. “Questa Assemblea contribuirà a portare una pace duratura ai nostri fratelli siriani, che hanno sofferto enormemente e pagato un prezzo altissimo per la libertà”. Erdogan ha anche reso noto che durante la visita incontrerà numerosi capi di Stato e di governo, tra cui Donald Trump e il segretario generale dell’Onu Antonio Guterres.
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