Perché sempre più alberghi stanno eliminando la porta del bagno

Feb 22, 2026 - 00:51
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Perché sempre più alberghi stanno eliminando la porta del bagno

Alcuni alberghi di grandi catene internazionali stanno compiendo un passo verso il minimalismo: l'eliminazione della porta del bagno. Sempre più ospiti, al loro arrivo in hotel, scoprono che al posto di una porta solida ci sono pareti ridotte all’essenziale o vetri satinati solo in parte che non garantiscono né isolamento acustico né protezione dagli odori. Lo denuncia un servizio del Wall Street Journal che mostra come questo fenomeno sia sempre più diffuso in tutto il mondo. Alla base di questa scelta da parte degli albergatori c'è una motivazione tendenzialmente economica. Le catene di fascia media lavorano sempre più con margini ridotti e, in particolare dopo la pandemia, l'impatto dei costi è aumentato: meno viaggi d’affari, più spese per il personale, materiali ed energia. “Per un direttore finanziario, una porta può diventare un costo continuo”, spiega al Wsj Lisa Chervinsky della Cornell University. Una porta tradizionale richiede materiali costosi, manutenzione, sostituzione di maniglie e più illuminazione artificiale in un ambiente senza finestre. L'eliminazione di questo elemento riduce significativamente le spese operative. Contro questa tendenza minimalista si è creato anche un movimento con la campagna social "BringBackDoors" (Riportate le porte dei bagni negli hotel) con tanto di sito internet dove si chiede agli utenti di segnalare gli alberghi senza porte dei bagni. La digital influencer Sadie Lowell ha già catalogato oltre 500 hotel “senza porte”, classificandoli per livello di privacy, e invita i viaggiatori a informarsi prima di prenotare. Il suo obiettivo è semplice: riportare la privacy al centro dell’esperienza alberghiera. “Il settore dovrà accorgersene”, afferma, “perché i clienti sceglieranno sempre gli hotel che una porta del bagno ce l’hanno ancora”.

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Redazione Giornalista iscritto all’elenco dei “Professionisti” dal 2003. Iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Liguria dal 1991 come pubblicista fino al 2003 quando ha superato l’esame a Roma per passare ai professionisti. Il primo pezzo, da album dei ricordi, l'ho scritto sul ‘Corriere Mercantile’ (con l’edizione La Gazzetta del Lunedì) nel novembre del 1988. Fondato nel 1824, fu una delle più longeve testate italiane essendo rimasto in attività fino al luglio del 2015. Ha collaborato per 16 anni con l’agenzia Ansa, ma anche con Agi, Adnkronos, è stato corrispondente della Voce della Russia di Radio Mosca, quindi ha lavorato con La Repubblica, La Padania, Il Giornale, Il Secolo XIX, La Prealpina, La Stampa e per diverse emittenti televisive e radiofoniche come Telenord, Canale 7, Tele Cupole, Tele Gallinara, TeleRiviera, Radio Riviera 3, Radio Liguria International, Radio Babboleo, Lattemiele, Onda Ligure e Radio Valle Belbo. E' direttore di Radiocom.tv, la testata giornalistica della radio degli italiani nel mondo.