Resta confermato il piano di investimenti per gli scali di Genova, Savona e Vado Ligure
L’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale ha scelto la linea della fermezza: le grandi opere non si fermano. Nonostante l’impennata dei costi delle materie prime, che ha generato uno sforamento di oltre 50 milioni di euro nel biennio 2024-2025, il piano per gli scali di Genova, Savona e Vado Ligure resta confermato. Il presidente Matteo Paroli ha rassicurato sulla tenuta dei cantieri strategici, a partire dall’ampliamento del terminal intermodale vadese. Per evitare lo stallo burocratico legato ai tempi tecnici del Fondo nazionale per le opere pubbliche, l’Ente ha deciso di agire in autonomia. Grazie a una variazione di bilancio supportata dal parere dell’Avvocatura di Stato, l’AdSP utilizzerà l’avanzo di amministrazione degli esercizi precedenti come polmone finanziario. Questa manovra consente di anticipare la liquidità necessaria per pagare i fornitori, superando i ritardi del Ministero che finora ha sbloccato solo una minima parte dei fondi richiesti. Questa "staffetta di cassa" comporta tuttavia delle priorità stringenti nella programmazione. Per garantire la copertura immediata dei rincari, l’Autorità ha dovuto posticipare alcuni interventi minori previsti nel piano ordinario e straordinario. Non si tratta di cancellazioni, ma di una ricalibrazione temporale necessaria per non compromettere la realizzazione della Nuova Diga foranea e degli altri assi portanti della logistica ligure. Una scelta di pragmatismo economico per tutelare lo sviluppo dei tre scali.
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