Rincari da guerra costano 3600 ad allevatore, in 3mila a Cagliari

Mag 20, 2026 - 00:25
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Rincari da guerra costano 3600 ad allevatore, in 3mila a Cagliari

L’esplosione dei costi di produzione legata alla guerra in Iran con i rincari energetici non risparmia gli allevatori italiani con una “stangata” fino a 3600 euro ad azienda in due mesi. A denunciarlo è la Coldiretti, sulla base di dati del Centro Studi Divulga, in occasione della mobilitazione di tremila agricoltori alla Fiera di Cagliari, assieme al presidente Ettore Prandini, al segretario generale Vincenzo Gesmundo e al presidente di Coldiretti Sardegna Battista Cualbu, oltre al ministro dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare Francesco Lollobrigida. Proprio in terra sarda viene allevata la metà delle pecore italiane, dal cui latte vengono prodotte eccellenze note in tutto il mondo, a partire dal Pecorino Romano Dop. Secondo l’analisi Divulga, i primi due mesi di guerra – spiega Coldiretti – sono costati fino a 3600 euro ai pastori e agli allevatori italiani, con rincari aggiuntivi che vanno dai 40 centesimi a tonnellata per il latte bovino ai 95 euro a tonnellata per quello di pecora. A questi si devono aggiungere i costi dell’alimentazione, con una stima fino a 200 euro in più ad ettaro per mais e altri cereali, oltre a fertilizzanti ed energia. Se non si riuscisse a raggiungere una tregua nel conflitto e i rincari dovessero perdurare, il conto rischia di salire a decine di migliaia di euro per le aziende più strutturate. Dopo il calo della scorsa settimana il gasolio agricolo è tornato a crescere, 1,42 euro al litro contro i 0,85 di inizio anno. Negli allevamenti si usa non solo per trattori ma anche per sollevatori telescopici e pale meccaniche per la movimentazione di foraggi, letame o materiali, per i carri per la preparazione e la distribuzione dei cereali agli animali, oltre che per il trasporto degli stessi. Ma pesa anche il balzo dei fertilizzanti, che si riflette a cascata anche sui mangimi. L’urea è balzata a 870 euro a tonnellata, contro i 470 del maggio dello scorso anno (+85%), mentre il nitrato ammonico è passato nello stesso periodo da 369 euro a tonnellata a 510 (+38%), secondo l’analisi Coldiretti su dati Cciaa Torino. Da qui la necessità di puntare su soluzioni realmente green che consentano di tutelare la salute e al contempo ridurre la dipendenza dall’estero. Un esempio è il digestato, un sottoprodotto della produzione di biogas, ottenuto a partire da biomasse come scarti agricoli e liquami. Viene utilizzato principalmente come biofertilizzante di alta qualità, restituendo nutrienti essenziali al suolo. Coldiretti chiede da anni alla Ue di promuoverne l’utilizzo. Ma c’è anche l’acido pelargonico, il primo erbicida naturale che aiutata gli agricoltori a controllare le piante infestanti senza danneggiare l’ecosistema. Un prodotto che vede proprio nella Sardegna un polo di eccellenza. A differenza di altri prodotti chimici, non presenta effetti negativi per l’uomo che lo utilizza, per l’ambiente, l’acqua ed il suolo essendo rapidamente biodegradabile, né interferisce con la biodiversità. Infatti, non ha effetti residuali, per cui non agisce sulla germinazione dei semi presenti nel terreno. Un’alternativa sostenibile a prodotti come il glifosato, una sostanza cancerogena che finisce nella nostra pasta e persino nel latte materno, e che le multinazionali hanno cercato per anni di far passare falsamente per innocua.

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Redazione Giornalista iscritto all’elenco dei “Professionisti” dal 2003. Iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Liguria dal 1991 come pubblicista fino al 2003 quando ha superato l’esame a Roma per passare ai professionisti. Il primo pezzo, da album dei ricordi, l'ho scritto sul ‘Corriere Mercantile’ (con l’edizione La Gazzetta del Lunedì) nel novembre del 1988. Fondato nel 1824, fu una delle più longeve testate italiane essendo rimasto in attività fino al luglio del 2015. Ha collaborato per 16 anni con l’agenzia Ansa, ma anche con Agi, Adnkronos, è stato corrispondente della Voce della Russia di Radio Mosca, quindi ha lavorato con La Repubblica, La Padania, Il Giornale, Il Secolo XIX, La Prealpina, La Stampa e per diverse emittenti televisive e radiofoniche come Telenord, Canale 7, Tele Cupole, Tele Gallinara, TeleRiviera, Radio Riviera 3, Radio Liguria International, Radio Babboleo, Lattemiele, Onda Ligure e Radio Valle Belbo. E' direttore di Radiocom.tv, la testata giornalistica della radio degli italiani nel mondo.