Riviera di Ponente senza nidi di tartarughe
Dopo un’estate 2025 eccezionale per le nidificazioni di Caretta caretta, la stagione 2026 segna una temporanea fase di stasi per le tartarughe marine lungo le coste della Liguria. A tracciare il bilancio è Elena Fontanesi, vicepresidente dell’associazione Delfini del Ponente, che rassicura sulla natura del fenomeno: la flessione dei nidi non deve allarmare, in quanto rientra pienamente nella normale ecologia riproduttiva della specie. Le tartarughe marine, infatti, non nidificano ogni anno, ma seguono cicli con cadenze di due o quattro anni, alternando stagioni di picco ad annate di fisiologico calo.
Sebbene la Liguria rappresenti una frontiera recente per questo fenomeno — con presenze occasionali registrate a partire dal 2021 e un’attività più sistematica dal 2024 —, il monitoraggio territoriale ha raggiunto livelli altissimi. Per tutta la prima parte dell'estate 2026, i "tartavolontari" hanno setacciato all'alba i litorali del Ponente ligure, estendendo le aree controllate e garantendo una presenza costante. Nonostante lo sforzo capillare, non sono stati individuati nidi attivi, confermando il trend al ribasso osservato anche nelle vicine regioni della Toscana e della Francia.
Le attività di ricerca sul campo hanno comunque evidenziato diversi tentativi di risalita da parte di esemplari adulti, purtroppo privi di successo. Episodi di questo tipo sono stati registrati a Ceriale, Bordighera e Sanremo, dove l'azione delle tartarughe si è interrotta a causa del disturbo umano, costringendo gli animali a fare ritorno in mare prima di poter deporre le uova. Un’altra traccia riconducibile a un tentativo di nidificazione senza esito è stata individuata a San Lorenzo al Mare. Il contrasto rispetto alla stagione precedente risulta evidente: nel corso del 2025, la sola provincia di Imperia aveva ospitato tre nidi storici — situati ad Arma di Taggia, Imperia e Riva Ligure — dai quali sono emerse ben 213 piccole tartarughe. Per tutelare questi animali ed evitare che la presenza antropica ostacoli le future deposizioni, gli esperti sottolineano quanto sia determinante investire sulla divulgazione, affinché cittadini e turisti imparino a riconoscere e rispettare i segnali della presenza di Caretta caretta.
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