Sondaggio Usa: sei cittadini su dieci ritengono eccessiva l’azione militare in Iran
Circa il 59 per cento degli statunitensi ritiene che l’azione militare contro l’Iran sia andata troppo oltre, mentre il 45 per cento si dice “estremamente” o “molto” preoccupato per il costo della benzina nei prossimi mesi, in aumento rispetto al 30 per cento rilevato subito dopo la rielezione di Donald Trump. È quanto emerge da un sondaggio di “Ap” e Norc Center for Public Affairs Research condotto su un campione di mille 1.150 adulti tra il 19 e il 23 marzo, mentre la guerra entrava nella sua quarta settimana. Il gradimento complessivo di Trump resta stabile, con circa quattro americani su dieci che approvano il suo operato, dato invariato rispetto al mese precedente. Il consenso sulla politica estera si attesta al 34 per cento, sostanzialmente in linea con il 36 per cento di febbraio, mentre la sua gestione del dossier iraniano raccoglie l’approvazione del 35 per cento degli intervistati. Circa la metà degli adulti dichiara di avere scarsa o nessuna fiducia nella capacità di Trump di prendere le decisioni giuste sull’uso della forza militare all’estero. Sul fronte degli obiettivi di politica estera, circa due terzi dei cittadini considerano prioritario impedire all’Iran di dotarsi di armi nucleari, con una netta differenza tra repubblicani, circa otto su dieci, e democratici, più o meno la metà. La stessa quota ritiene altrettanto importante evitare aumenti dei prezzi di petrolio e gas, un equilibrio che potrebbe risultare difficile da gestire per la Casa Bianca. Circa sei statunitensi su dieci si oppongono all’invio di truppe di terra contro l’Iran, tra cui circa otto democratici su dieci e circa la metà dei repubblicani.
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