Tokyo protesta con la Cina per le attività di trivellazione nel Mar Cinese orientale
Il Giappone ha presentato una protesta formale contro la Cina per il dispiegamento di una nave di perforazione per il gas nel Mar Cinese orientale, in un’area ricca di risorse energetiche e oggetto di contesa tra i due Paesi. Lo ha annunciato oggi il segretario capo di gabinetto Minoru Kihara. Secondo Tokyo, Pechino ha ormeggiato una piattaforma di perforazione mobile sul lato cinese della linea mediana tra i due Paesi, nonostante i confini della zona economica esclusiva e della piattaforma continentale non siano stati ancora definiti. La Guardia costiera giapponese ha emesso un avviso alla navigazione il 2 gennaio. Kihara ha definito “profondamente deplorevoli” le attività unilaterali della Cina e ha affermato che il Giappone ha protestato immediatamente attraverso i canali diplomatici. Tokyo ha inoltre sollecitato l’attuazione dell’accordo del 2008 che prevedeva lo sviluppo congiunto dei giacimenti di gas naturale nell’area, rimasto finora inattuato. La protesta si inserisce in un contesto di deterioramento dei rapporti tra i due Paesi, aggravati dalle recenti tensioni su Taiwan e dalle nuove misure commerciali cinesi, tra cui controlli alle esportazioni e un’indagine antidumping su materiali giapponesi per la produzione di semiconduttori. Kihara ha dichiarato che il governo sta valutando l’impatto dell’indagine antidumping cinese sul diclorosilano esportato dal Giappone e collaborerà con le aziende coinvolte.
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