Tornano in Cina gli ultimi due panda giganti presenti in Giappone
l Giappone resterà per la prima volta in circa mezzo secolo senza panda giganti, dopo la partenza verso la Cina degli ultimi due esemplari ospitati nel Paese, Xiaoxiao e Leilei, gemelli nati nel 2021 allo zoo di Ueno, a Tokyo. I due animali hanno lasciato lo storico parco nel primo pomeriggio di oggi diretti all’aeroporto di Narita, e sono stati imbarcati su un volo notturno verso la provincia cinese del Sichuan, dove si trovano la madre Shin Shin e la sorella maggiore Xiang Xiang. La restituzione rientra negli accordi bilaterali di prestito tra Pechino e Tokyo, che prevedono la proprietà cinese dei panda e il loro rimpatrio alla scadenza dei termini. La prospettiva di un nuovo invio di esemplari resta incerta, in un contesto di rapporti tesi con la Cina dopo le dichiarazioni dello scorso anno della premier giapponese Sanae Takaichi su un possibile coinvolgimento di Tokyo in caso di crisi su Taiwan. In una conferenza stampa, il vice capo segretario di gabinetto Kei Sato ha espresso l’auspicio che gli scambi legati ai panda possano continuare, sottolineando che hanno contribuito a migliorare il clima tra le opinioni pubbliche dei due Paesi. “Spero che restino in salute e prosperino in Cina”, ha detto, ricordando l’affetto che i due animali hanno suscitato tra i visitatori giapponesi. Dal canto suo, il ministero degli Esteri cinese ha commentato il rientro degli animali ribadendo che l’operazione si inserisce nelle intese vigenti e confermando l’importanza della cooperazione sulla tutela e la ricerca della specie. Durante la quotidiana conferenza stampa a Pechino, il portavoce Guo Jiakun ha ricordato che Xiaoxiao e Leilei ha assicurato che la Cina continuerà ad accogliere i visitatori giapponesi interessati a osservare i panda nei centri specializzati sul proprio territorio. Sollecitato sulle prospettive future della collaborazione scientifica e ambientale, Guo ha invitato a rivolgersi alle autorità competenti, spiegando che per gli aspetti tecnici “è opportuno consultare i dipartimenti cinesi responsabili”. Il ritorno dei due esemplari, che segue quello di altri quattro panda partiti lo scorso giugno dal parco Adventure World di Shirahama, nella prefettura di Wakayama, riporta l’attenzione sul valore simbolico della cosiddetta “diplomazia dei panda”, considerata uno strumento di dialogo culturale e scientifico tra Pechino e i Paesi partner, in particolare nell’Asia orientale.
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