“U parlò d’ina votta”, alla ricerca delle radici del dialetto ligure nel libro di Franco Bianchi a San Bartolomeo al mare

Giu 9, 2026 - 07:16
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“U parlò d’ina votta”, alla ricerca delle radici del dialetto ligure nel libro di Franco Bianchi a San Bartolomeo al mare

Giovedì 11 giugno, ore 16:00 al Centro Sociale Incontro di San Bartolomeo al Mare Presentazione del libro di Franco Bianchi “U parlò d’ina votta”, alla ricerca delle radici del dialetto ligure. Perché diciamo “Belin”, “A Brettiu”, “Gabibbu”? I dialetti riflettono spesso modi di dire antichi, che conservano tracce evidenti del latino e anche di lingue precedenti, e nei secoli si sono arricchiti con l’apporto di numerosi altri idiomi: quelli dei popoli con cui, vuoi per conquista, vuoi per commercio, si è venuti in contatto. Il ligure non fa certo eccezione: sulla base latina (e sul preesistente linguaggio antico e celtico) si sono innestati influssi longobardi e gotici, provenzali e quindi francesi, spagnoli e portoghesi, arabi, turchi, tedeschi e inglesi… Senza dimenticare la vera e propria “creazione” di parole nuove, soprattutto onomatopeiche o legate a personaggi o eventi particolari. A ciò si aggiunga che ogni paese, o addirittura ogni borgata, ha elaborato parole caratteristiche e tipiche. Nel calderone del dialetto ligure, insomma, si trova proprio di tutto. Già, ma esiste un dialetto ligure? Una base comune unisce indubbiamente le parlate che vanno da Montecarlo, dove il ligure è lingua ufficiale, a Sarzana, con molte diversificazioni. Insomma, ci si capisce abbastanza bene…quasi sempre! C’è comunque un dato di fatto: molte parole sembrano diverse, ma è chiaro che hanno avuto origine da un “antenato” comune. Questo libro va alla ricerca delle radici; non pretende di dare una spiegazione a tutto ma suggerisce l’etimologia più probabile per ogni parola, ponendo accanto alle spiegazioni accertate linguisticamente, e quindi “ufficiali”, alcune proposte liberamente elaborate. Ne parleremo con l’autore, Franco Bianchi, nato a Diano Castello e residente da tempo a Imperia, autore, giornalista e saggista caratterizzato da grande versatilità. Nel corso della sua vita si è occupato di scuola, sindacato e sceneggiatura, ma il filo conduttore della sua carriera è sempre stato il racconto del territorio. Appuntamento giovedì 11 giugno, nella Saletta al pianterreno del Centro Incontro, in Giardini Primo Maggio, 7 a San Bartolomeo al Mare. L’ingresso è libero e aperto a tutti.

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Redazione Giornalista iscritto all’elenco dei “Professionisti” dal 2003. Iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Liguria dal 1991 come pubblicista fino al 2003 quando ha superato l’esame a Roma per passare ai professionisti. Il primo pezzo, da album dei ricordi, l'ho scritto sul ‘Corriere Mercantile’ (con l’edizione La Gazzetta del Lunedì) nel novembre del 1988. Fondato nel 1824, fu una delle più longeve testate italiane essendo rimasto in attività fino al luglio del 2015. Ha collaborato per 16 anni con l’agenzia Ansa, ma anche con Agi, Adnkronos, è stato corrispondente della Voce della Russia di Radio Mosca, quindi ha lavorato con La Repubblica, La Padania, Il Giornale, Il Secolo XIX, La Prealpina, La Stampa e per diverse emittenti televisive e radiofoniche come Telenord, Canale 7, Tele Cupole, Tele Gallinara, TeleRiviera, Radio Riviera 3, Radio Liguria International, Radio Babboleo, Lattemiele, Onda Ligure e Radio Valle Belbo. E' direttore di Radiocom.tv, la testata giornalistica della radio degli italiani nel mondo.