Ue, maxi multa da 550 milioni ad AliExpress: "Non ha bloccato i prodotti illegali"

Lug 21, 2026 - 07:11
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Ue, maxi multa da 550 milioni ad AliExpress: "Non ha bloccato i prodotti illegali"

La Commissione europea ha multato la piattaforma di e-commerce cinese AliExpress per 550 milioni di euro per aver violato la legge sui servizi digitali, ritenendo insufficienti le misure adottate dalla piattaforma per contrastare la vendita di prodotti illegali, pericolosi e contraffatti. L'organo esecutivo ha inoltre ordinato all'azienda di adeguarsi alla normativa europea. Prodotti illegali non controllati Secondo la Commissione, AliExpress (di proprietà del colosso Alibaba), non ha valutato correttamente se disponesse di personale sufficiente per esaminare i prodotti potenzialmente illegali, sovrastimando l'efficacia del proprio sistema nell'individuare e rimuovere la suddetta merce. I test effettuati dai servizi dell'esecutivo, viene riportato, hanno dimostrato che molti prodotti illeciti venivano addirittura raccomandati o pubblicizzati ai consumatori prima di essere rimossi efficacemente. Secondo quanto emerso, la piattaforma non ha utilizzato metriche quantitative nella sua valutazione e si è basata su un solo indicatore che, tuttavia, non misurava correttamente l'efficacia del proprio sistema di prevenzione del rischio. La posizione della Commissione A supporto dei rilievi, i test effettuati dai servizi della Commissione, che hanno dimostrato come un elevato volume di prodotti illegali continuasse a circolare nonostante gli sforzi di moderazione di AliExpress. "La diffusione di abbigliamento contraffatto, giocattoli non sicuri, cosmetici pericolosi e altri prodotti illegali e nocivi non è un costo inevitabile dello shopping online: si tratta di un inadempimento da parte di AliExpress dei propri obblighi ai sensi della legge sui servizi digitali", dichiara Henna Virkkunen, vice presidente della Commissione europea per la sovranità tecnologica. Per la rappresentante europea "le dimensioni della società non sono una scusa; i rischi devono essere identificati e affrontati in modo sistematico per garantire che i consumatori possano fare acquisti online in sicurezza". Due anni di indagini L'indagine era stata aperta il 14 marzo 2024 per verificare il rispetto degli obblighi previsti dalla normativa in materia di rischi sistemici, moderazione dei contenuti, trasparenza, tracciabilità dei venditori e accesso ai dati. Nel giugno 2025 Bruxelles aveva reso vincolanti alcuni impegni assunti dalla piattaforma su parte delle contestazioni, ma aveva comunque mantenuto aperto il procedimento. La decisione adottata conclude ora il filone dell'inchiesta. L'azienda ha tempo fino al 20 ottobre per presentare un piano d'azione alla Commissione.

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Redazione Giornalista iscritto all’elenco dei “Professionisti” dal 2003. Iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Liguria dal 1991 come pubblicista fino al 2003 quando ha superato l’esame a Roma per passare ai professionisti. Il primo pezzo, da album dei ricordi, l'ho scritto sul ‘Corriere Mercantile’ (con l’edizione La Gazzetta del Lunedì) nel novembre del 1988. Fondato nel 1824, fu una delle più longeve testate italiane essendo rimasto in attività fino al luglio del 2015. Ha collaborato per 16 anni con l’agenzia Ansa, ma anche con Agi, Adnkronos, è stato corrispondente della Voce della Russia di Radio Mosca, quindi ha lavorato con La Repubblica, La Padania, Il Giornale, Il Secolo XIX, La Prealpina, La Stampa e per diverse emittenti televisive e radiofoniche come Telenord, Canale 7, Tele Cupole, Tele Gallinara, TeleRiviera, Radio Riviera 3, Radio Liguria International, Radio Babboleo, Lattemiele, Onda Ligure e Radio Valle Belbo. E' direttore di Radiocom.tv, la testata giornalistica della radio degli italiani nel mondo.