Una tecnologia italiana alimenterà una missione Nasa per lo studio del clima
Un pezzo di tecnologia italiana è pronto a volare nello spazio a bordo di una missione della Nasa dedicata allo studio del clima terrestre. Ad annunciarlo è stata Revolv Space, giovane azienda con sede a Torino, durante SmallSat, una delle principali conferenze internazionali dedicate ai piccoli satelliti, in corso negli Stati Uniti. L’azienda ha consegnato il set completo delle quattro unità di volo di Sara Nano, sistemi progettati per orientare i pannelli solari dei satelliti verso il Sole e garantire così l’alimentazione necessaria durante le operazioni nello spazio. Con questa consegna, Revolv Space completa l’ultima fase del contratto con Blue Canyon Technologies, costruttore statunitense di satelliti coinvolto in una missione scientifica della Nasa per l’osservazione della Terra. La fornitura arriva dopo la precedente consegna di due modelli ingegneristici realizzati nelle fasi iniziali del programma e segna il passaggio dalla qualificazione tecnica alla piena idoneità al volo. In pratica, i dispositivi sono ora pronti per essere integrati sui satelliti e operare nello spazio. I sistemi sviluppati da Revolv alimenteranno due satelliti, ciascuno delle dimensioni di uno zaino da trekking, costruiti da Blue Canyon Technologies per la missione Polsir, acronimo di Polarized Submillimeter Ice Cloud Radiometer. L’obiettivo della missione è studiare le nuvole di ghiaccio che si formano ad alta quota nelle regioni tropicali e subtropicali, un elemento ancora poco conosciuto del sistema climatico terrestre e considerato cruciale per migliorare la precisione dei modelli globali del clima e delle previsioni meteorologiche. L’utilizzo di due satelliti, anziché uno solo, consentirà agli scienziati di seguire queste nuvole nell’arco dell’intera giornata e di osservare come cambiano ora dopo ora. Un ciclo quotidiano che, fino a oggi, è sfuggito in larga parte agli strumenti disponibili. I due satelliti saranno in grado di misurare la quantità di acqua presente sotto forma di ghiaccio e la dimensione delle particelle che compongono le nubi. Si tratta di due parametri particolarmente importanti perché rappresentano ancora oggi una delle principali fonti di incertezza nei modelli climatici. Per Revolv Space, la consegna delle unità di volo rappresenta quindi un passaggio decisivo: una tecnologia sviluppata a Torino sarà utilizzata all’interno di una missione Nasa per raccogliere dati utili a comprendere meglio il comportamento dell’atmosfera terrestre. Una piccola tecnologia italiana, dunque, ma destinata a un compito di grande rilievo scientifico: aiutare a capire meglio il clima del pianeta.
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