Valditara: “Non voglio classi ghetto, rispettare il tetto del 30 per cento di stranieri”
“Ho letto delle sciocchezza colossali, io non voglio le classi ghetto. Tutti gli studi internazionali attestano che se tu concentri in una stessa classe ragazzi che non conoscono la nostra lingua o la conoscono molto poco, moltiplichi il disagio scolastico ed estendi il disagio scolastico anche a quei pochi italiani che stanno in quella classe”. Lo ha affermato il ministro dell’Istruzione e del merito, Giuseppe Valditara, parlando in videoconferenza nel corso dell’evento “A tua difesa. Verso la finanziaria” organizzato a Roma dalla Lega. “Io non voglio le classi ghetto perché altrimenti torniamo all’America o a certe farneticazioni che qualcuno lancia ancora oggi, per cui gli stranieri da una parte, gli italiani dall’altra, gli americani bianchi da una parte, come era negli anni ’50, gli americani neri nell’altra classe. Questo non va bene. Un tetto del 30 per cento, laddove è possibile, deve essere rispettato e bisogna distribuire in modo equilibrato i ragazzi, perché gli studenti stranieri che non conoscono bene la nostra lingua o non la conoscono non siano maggioranza in una classe, proprio nel loro interesse e nell’interesse dei ragazzi italiani”. “Ieri l’onorevole Irene Manzi, e l’altro giorno Elly Schlein, hanno ripetuto una balla colossale, cioè che con il consenso informato si impedirebbe l’educazione al rispetto, che si vieterebbe l’educazione al rispetto. Per la prima volta abbiamo introdotto l’educazione al rispetto, a relazioni corrette, all’empatia, al contrasto della violenza di genere come obiettivi obbligatori di apprendimento. Diciamolo chiaro di fronte alle balle dell’opposizione: si vergognino, vadano a leggersi la legge” ha aggiunto. “Con la riforma del voto in condotta abbiamo reintrodotto anche il concetto di responsabilità”, ha concluso.
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