Quante volte, negli ultimi dieci anni, avete letto messaggi allarmistici o catene di Sant’Antonio che annunciavano l’imminente passaggio di WhatsApp a pagamento? Spesso liquidate come semplici "bufale", quelle indiscrezioni stanno per trasformarsi in una realtà concreta, anche se con modalità molto diverse da quelle immaginate dai teorici del complotto. Il colosso della messaggistica di proprietà di Meta sta infatti preparando una svolta storica: l’introduzione della pubblicità all’interno dell’applicazione e, parallelamente, un abbonamento mensile per chi desidera mantenere l'interfaccia pulita e priva di banner. Le prime tracce di questa rivoluzione sono state individuate dagli esperti di WABetaInfo all'interno della versione beta 2.26.3.9 per Android.
Redazione
Giornalista iscritto all’elenco dei “Professionisti” dal 2003. Iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Liguria dal 1991 come pubblicista fino al 2003 quando ha superato l’esame a Roma per passare ai professionisti.
Il primo pezzo, da album dei ricordi, l'ho scritto sul ‘Corriere Mercantile’ (con l’edizione La Gazzetta del Lunedì) nel novembre del 1988.
Fondato nel 1824, fu una delle più longeve testate italiane essendo rimasto in attività fino al luglio del 2015. Ha collaborato per 16 anni con l’agenzia Ansa, ma anche con Agi, Adnkronos, è stato corrispondente della Voce della Russia di Radio Mosca, quindi ha lavorato con La Repubblica, La Padania, Il Giornale, Il Secolo XIX, La Prealpina, La Stampa e per diverse emittenti televisive e radiofoniche come Telenord, Canale 7, Tele Cupole, Tele Gallinara, TeleRiviera, Radio Riviera 3, Radio Liguria International, Radio Babboleo, Lattemiele, Onda Ligure e Radio Valle Belbo. E' direttore di Radiocom.tv, la testata giornalistica della radio degli italiani nel mondo.