Zanzare in Italia tra clima e malattie tropicali: i rischi maggiori

Giu 10, 2026 - 00:07
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Zanzare in Italia tra clima e malattie tropicali: i rischi maggiori

Ormai anche i negazionisti si sono arresi: il clima nel nostro Paese è cambiato. Non ci sono più le mezze stagioni, le temperature sono di qualche grado più alte della media rispetto a pochi anni fa, e così l’umidità. “E allora arrivano loro, le zanzare. Questi insetti prosperano a temperature comprese tra 20°C e 30°C, con un’attività ridotta sotto i 15°C e sopra i 35°C”. Parola di Massimo Ciccozzi, epidemiologo dell’Università del Campus Bio-Medico, che analizza con LaSalute di LaPresse le varie specie di insetti che proliferano in Italia e le malattie che portano in un zzzzz. Facciamo un passo indientro. “Il Giorno della Marmotta (Groundhog Day) è una celebre festività nordamericana che cade il 2 febbraio. Secondo la tradizione, se una marmotta esce dalla tana e vede la sua ombra l’inverno durerà altre sei settimane; se non la vede, la primavera arriverà in anticipo. Noi non abbiamo le marmotte, ma le zanzare sì: in abbondanza”, puntualizza Ciccozzi. “Le zanzare sono insetti appartenenti alla famiglia dei Culicidae, noti per la loro capacità di trasmettere malattie come la malaria, la Dengue e il virus del Nilo occidentale. Comprendere le condizioni termiche in cui queste creature prosperano è fondamentale per sviluppare strategie efficaci di controllo e prevenzione. Le specie più comuni includono Anopheles, Aedes e Culex, ciascuna delle quali ha preferenze termiche leggermente diverse”, dice Ciccozzi. “La temperatura influisce anche sul comportamento delle zanzare adulte, inclusa la loro attività di ricerca di ospiti e la frequenza dei pasti di sangue. Questi fattori sono cruciali per la trasmissione di malattie, poiché influenzano la capacità delle zanzare di infettare gli esseri umani. Il bollettino dell’Istituto Superiore di Sanità al 31 marzo registra nel nostro Paese 113 casi di Dengue dall’inizio dell’anno, più del doppio rispetto ai 60 dei primi cinque mesi del 2025, più 10 casi di Chikungunya e 2 di Zika, tutti importati”. Aprile e maggio “sono il momento per agire e fare disinfestazione, quindi porre sui ristagni i larvicidi, disinfestare parchi e giardini nelle città e dire alle persone cosa fare o non fare per proteggersi dalle punture e quindi da una possibile trasmissione di virus”, ricorda l’epidemiologo. Le temperature “influenzano anche la frequenza dei pasti di sangue. Quando salgono, le zanzare tendono a nutrirsi più frequentemente, aumentando così il rischio di trasmissione di malattie. Questo è particolarmente vero per specie come Aedes aegypti, vettore principale del virus della Dengue, che è più attivo e aggressivo a temperature elevate”, avverte l’esperto. È interessante notare che “alcune specie di zanzare hanno adattamenti che permettono loro di prosperare in intervalli di temperatura leggermente diversi. Ad esempio, le zanzare Anopheles, vettori della malaria, preferiscono temperature leggermente più basse rispetto alle zanzare Aedes. Questo adattamento termico permette loro di colonizzare habitat diversi e di estendere la loro distribuzione geografica”. Insomma, l’intervallo di temperatura ottimale è cruciale per la sopravvivenza e la proliferazione delle zanzare. Comprendere queste preferenze termiche può aiutare a prevedere le dinamiche delle popolazioni di zanzare e a sviluppare strategie di controllo più efficaci. Effetti delle temperature estreme sulle zanzare “Le temperature estreme, sia alte che basse, hanno effetti significativi sulla sopravvivenza delle zanzare.Sopra i 35°C per molte specie di zanzare si innescano o stress termico e morte. A queste temperature, le zanzare possono anche sperimentare una riduzione nella capacità di riproduzione e nella durata della vita”. D’altro canto, continua Ciccozzi, temperature inferiori ai 10°C possono rallentare o addirittura arrestare lo sviluppo delle uova e delle larve. In condizioni di freddo estremo, molte specie di zanzare entrano in uno stato di dia pausa. “Una sorta di ibernazione che permette loro di sopravvivere fino a quando le condizioni ambientali non diventano più favorevoli”. Le temperature estreme influenzano anche la capacità delle zanzare di trasmettere malattie. “Ad esempio, a temperature molto elevate, il ciclo di sviluppo del parassita della malaria all’interno della zanzara può essere accelerato, ma la durata di vita ridotta della zanzara può compensare questo effetto, riducendo la probabilità di trasmissione”. Non solo. In regioni con variazioni stagionali estreme, le popolazioni di zanzare possono fluttuare notevolmente, con picchi durante le stagioni calde e declini durante le stagioni fredde. “Questi cambiamenti possono avere implicazioni significative per la gestione delle malattie trasmesse dalle zanzare”, avverte Ciccozzi. Le prospettive e i rischi “Nell’ultima settimana si segnalano nuovi casi di Dengue in provincia di Brescia e a Scandicci, in provincia di Firenze”, avverte l’esperto. Per Ciccozzi il virus West Nile “è la preoccupazione principale per l’estate italiana. Nel 2025 ha causato oltre 700 casi e 49 decessi nel nostro Paese. Per West Nile non abbiamo il vaccino. Per la Dengue c’è, ma e consigliato a chi deve viaggiare in Paesi endemici. La catena epidemiologica del West Nile coinvolge direttamente la medicina veterinaria: il virus circola tra uccelli selvatici, reservoir principale, e viene trasmesso all’uomo e ai cavalli attraverso la Culex. Il monitoraggio degli uccelli selvatici e degli equidi è parte integrante del sistema di sorveglianza nazionale. Insomma, perché rischiare? Una buona prevenzione ci evita tutti questi problemi”, conclude l’epidemiologo.

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Redazione Giornalista iscritto all’elenco dei “Professionisti” dal 2003. Iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Liguria dal 1991 come pubblicista fino al 2003 quando ha superato l’esame a Roma per passare ai professionisti. Il primo pezzo, da album dei ricordi, l'ho scritto sul ‘Corriere Mercantile’ (con l’edizione La Gazzetta del Lunedì) nel novembre del 1988. Fondato nel 1824, fu una delle più longeve testate italiane essendo rimasto in attività fino al luglio del 2015. Ha collaborato per 16 anni con l’agenzia Ansa, ma anche con Agi, Adnkronos, è stato corrispondente della Voce della Russia di Radio Mosca, quindi ha lavorato con La Repubblica, La Padania, Il Giornale, Il Secolo XIX, La Prealpina, La Stampa e per diverse emittenti televisive e radiofoniche come Telenord, Canale 7, Tele Cupole, Tele Gallinara, TeleRiviera, Radio Riviera 3, Radio Liguria International, Radio Babboleo, Lattemiele, Onda Ligure e Radio Valle Belbo. E' direttore di Radiocom.tv, la testata giornalistica della radio degli italiani nel mondo.