A Coopera 2026 la governance degli aiuti cerca una nuova direzione

Mag 29, 2026 - 00:26
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A Coopera 2026 la governance degli aiuti cerca una nuova direzione

Chiusa a Roma la due giorni di Coopera, la conferenza biennale sulla cooperazione internazionale. Tra la spinta alla co-creazione e il dinamismo di università e ong, il sistema italiano si interroga sulle nuove geometrie delle relazioni con il continente. Dietro i vertici istituzionali, tuttavia, restano aperti i nodi delle risorse reali, lo scoglio della burocrazia e il «reality check» dell’Ocse. Fondere l’antico concetto greco dell’eranos – il banchetto comunitario in cui ciascuno contribuisce con ciò che possiede, evocato da Luca Manzi del Forum per il Sostegno a Distanza (Forum Sad) – con la filosofia bantu dell’ubuntu, riassunta da Carola Ricci dell’Università di Pavia nella celebre espressione «io sono perché noi siamo». A queste visioni si salda l’etica cosmopolita del filosofo Anthony Appiah, citata da Michele Mazzola del ministero dell’Università e della Ricerca. Questa è l’intelaiatura concettuale emersa a chiusura del forum che si è svolto a Roma martedì 26 e mercoledì 27 maggio. La conferenza biennale, organizzata dal ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale in collaborazione con l’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo (Aics) e prevista dalla legge 125 del 2014, ha tracciato il complesso perimetro all’interno del quale si muove il tentativo di ridefinire le geometrie delle relazioni tra il sistema italiano e il continente africano. L’obiettivo dichiarato è chiaro: superare i vecchi modelli estrattivi del passato, sia sul piano economico sia su quello accademico, trasformando l’aiuto allo sviluppo in una «danza a due» basata sulla co-creazione e sulla condivisione paritaria. In questa visione, la tutela dei diritti umani e ambientali cambia pelle. Come ricordato da Margherita Romanelli di WeWorld, non si tratta più di un semplice elemento di contorno, ma del criterio tassativo per accedere a ogni forma di finanziamento.

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Redazione Giornalista iscritto all’elenco dei “Professionisti” dal 2003. Iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Liguria dal 1991 come pubblicista fino al 2003 quando ha superato l’esame a Roma per passare ai professionisti. Il primo pezzo, da album dei ricordi, l'ho scritto sul ‘Corriere Mercantile’ (con l’edizione La Gazzetta del Lunedì) nel novembre del 1988. Fondato nel 1824, fu una delle più longeve testate italiane essendo rimasto in attività fino al luglio del 2015. Ha collaborato per 16 anni con l’agenzia Ansa, ma anche con Agi, Adnkronos, è stato corrispondente della Voce della Russia di Radio Mosca, quindi ha lavorato con La Repubblica, La Padania, Il Giornale, Il Secolo XIX, La Prealpina, La Stampa e per diverse emittenti televisive e radiofoniche come Telenord, Canale 7, Tele Cupole, Tele Gallinara, TeleRiviera, Radio Riviera 3, Radio Liguria International, Radio Babboleo, Lattemiele, Onda Ligure e Radio Valle Belbo. E' direttore di Radiocom.tv, la testata giornalistica della radio degli italiani nel mondo.