Regno Unito-Polonia: Starmer e Tusk firmano un trattato che rinsalda il fianco orientale europeo

Mag 29, 2026 - 00:25
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Regno Unito-Polonia: Starmer e Tusk firmano un trattato che rinsalda il fianco orientale europeo

La Polonia e il Regno Unito hanno firmato un nuovo trattato di partenariato in materia di sicurezza e difesa per rafforzare la cooperazione militare, contrastare le minacce ibride e consolidare la deterrenza europea di fronte alla Russia. Il primo ministro polacco Donald Tusk è volato a Londra per incontrare l’omologo britannico Keir Starmer, con una cerimonia organizzata alla base aerea di Northolt, nella zona ovest della capitale britannica. La scelta del luogo non è casuale: Northolt richiama una lunga tradizione di cooperazione militare anglo-polacca, legata anche al ruolo dei piloti polacchi nella Battaglia d’Inghilterra e alla memoria dello Squadron 303, uno dei simboli del contributo polacco alla difesa del Regno Unito durante la Seconda guerra mondiale. I due capi di governo hanno fatto visita anche al centro di comando dell’Aeronautica britannica (Raf) a Uxbridge, dove si trova il bunker da cui fu coordinata la difesa aerea del sud-est del Paese durante la Battaglia d’Inghilterra. Il passaggio ha dato alla firma del trattato un evidente valore storico e politico: Londra e Varsavia intendono presentare la nuova intesa non come un semplice aggiornamento tecnico, ma come un patto strategico tra due Paesi che condividono la stessa percezione della minaccia russa e la necessità di rafforzare il pilastro europeo della Nato. “Vogliamo difendere la sicurezza polacca e britannica; vogliamo proteggere il cyberspazio; vogliamo rafforzare la Nato nel suo complesso: questa è l’essenza del nostro trattato”, ha dichiarato Tusk dopo la cerimonia di firma. La cooperazione tra Varsavia e Londra “fa ben sperare che questo documento unico, firmato in questo luogo storico, renderà davvero più sicuro il nostro futuro”, ha aggiunto. “Regno Unito e Polonia sono già stretti alleati e amici, ma le sfide che l’Europa si trova ad affrontare oggi richiedono una partnership ancora più forte”, ha affermato Starmer. Il premier britannico ha definito il trattato “il più grande passo avanti” nei rapporti di difesa e sicurezza tra i due Paesi “in una generazione”, perché consente di affrontare minacce moderne “meno visibili ma non per questo meno pericolose”. Il trattato si basa sugli accordi di cooperazione in materia di difesa già firmati dai due Paesi nel 2017 e nel 2023, ma ne amplia il perimetro. Oltre alla difesa militare in senso stretto, l’intesa copre resilienza economica, sicurezza energetica, immigrazione clandestina, criminalità organizzata, contrasto alla disinformazione, protezione delle infrastrutture critiche e cybersicurezza. Secondo il governo britannico, i due leader hanno discusso anche del “forte aumento” degli attacchi ibridi, inclusi incendi dolosi attribuiti a reti russe a Londra Est, episodi legati a cargo a Birmingham e in Europa, cyberattacchi e attività di spionaggio. Il capitolo industriale è uno degli elementi più concreti dell’accordo. Per Londra l’obiettivo è combinare competenze e capacità produttive per sviluppare armi complesse, nuove munizioni sofisticate e un missile di difesa aerea a medio raggio prodotto congiuntamente. La cooperazione anglo-polacca si innesta su programmi già avviati, come il progetto navale Miecznik basato sulla fregata AH140 e il sistema di difesa aerea Narew, che coinvolge l’industria britannica e quella polacca. Per Varsavia, l’accordo con Londra rientra in una strategia più ampia di costruzione di una rete di intese bilaterali con i principali partner europei. Tusk ha paragonato il trattato a quello firmato dalla Polonia con la Francia a Nancy, che includeva una clausola di mutua assistenza militare oltre alla cooperazione nei settori della difesa, dell’agricoltura e della ricerca scientifica. “La storia ci insegna – e la geografia ci insegna in modo particolarmente doloroso – che la Polonia deve costruire alleanze credibili”, aveva dichiarato il premier prima di partire per Londra. Il trattato va letto in questa chiave e serve “a scoraggiare potenziali aggressori e a portare ad azioni concrete prima di un possibile conflitto, al fine di evitare una minaccia diretta”. La centralità della Polonia deriva anche dal suo ruolo operativo nel sostegno all’Ucraina. Varsavia è diventata uno snodo fondamentale per gli aiuti militari diretti a Kiev e, proprio per questo, si considera un bersaglio privilegiato di attività russe di spionaggio, sabotaggio, cyberattacchi e disinformazione. Reuters sottolinea che la Polonia e il Regno Unito condividono la valutazione della Russia come minaccia strategica di lungo periodo per la Nato e per la sicurezza europea. Il trattato offre inoltre un quadro di riferimento per esercitazioni militari congiunte, scambio di informazioni, sviluppo di tecnologie militari avanzate e cooperazione sul fianco orientale della Nato. L’intesa dovrebbe concentrarsi in particolare sulla risposta alle minacce provenienti dalla Russia, sul rafforzamento della sicurezza europea e sulla capacità di reagire rapidamente a scenari di crisi. “Prima di tutto dobbiamo contare su noi stessi, ed è per questo che la Polonia investirà il massimo impegno”, ha detto Tusk, precisando però che Varsavia non può basarsi solo sulle proprie forze e deve “rafforzare la sua sicurezza con trattati bilaterali (…) per essere preparata a qualsiasi scenario”. Sul piano europeo, l’intesa ha anche una valenza politica per Londra. Il governo Starmer la inserisce nel più ampio tentativo di ricostruire un rapporto più stretto con i partner europei dopo la Brexit, in particolare nei settori della sicurezza, della difesa e della resilienza economica. Il trattato segue accordi analoghi del Regno Unito con Francia e Germania e si colloca in una fase in cui l’Europa è chiamata ad assumersi maggiori responsabilità per la propria sicurezza, anche alla luce delle pressioni statunitensi per un aumento dell’autonomia europea nella difesa. La firma dell’intesa, peraltro, arriva mentre la Polonia rafforza parallelamente il proprio profilo all’interno dell’Unione europea. Varsavia ha firmato l’accordo di prestito nell’ambito dello strumento Security Action for Europe (Safe), assicurandosi 43,7 miliardi di euro per rafforzare le proprie capacità militari: è il primo Paese dell’Ue ad accedere formalmente a questo programma di finanziamento della difesa, pensato per colmare le lacune capacitive europee e rispondere alle minacce provenienti da Russia e Bielorussia. Il nuovo trattato anglo-polacco conferma quindi una tendenza più ampia: la sicurezza europea si sta organizzando sempre più attraverso una combinazione fra attività della Nato, iniziative dell’Unione europea e accordi bilaterali tra Paesi che condividono minacce e priorità operative. Varsavia consolida così una rete di garanzie e capacità attorno al fianco orientale, mentre Londra riafferma un ruolo centrale nella difesa del continente anche fuori dall’Ue.

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Redazione Giornalista iscritto all’elenco dei “Professionisti” dal 2003. Iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Liguria dal 1991 come pubblicista fino al 2003 quando ha superato l’esame a Roma per passare ai professionisti. Il primo pezzo, da album dei ricordi, l'ho scritto sul ‘Corriere Mercantile’ (con l’edizione La Gazzetta del Lunedì) nel novembre del 1988. Fondato nel 1824, fu una delle più longeve testate italiane essendo rimasto in attività fino al luglio del 2015. Ha collaborato per 16 anni con l’agenzia Ansa, ma anche con Agi, Adnkronos, è stato corrispondente della Voce della Russia di Radio Mosca, quindi ha lavorato con La Repubblica, La Padania, Il Giornale, Il Secolo XIX, La Prealpina, La Stampa e per diverse emittenti televisive e radiofoniche come Telenord, Canale 7, Tele Cupole, Tele Gallinara, TeleRiviera, Radio Riviera 3, Radio Liguria International, Radio Babboleo, Lattemiele, Onda Ligure e Radio Valle Belbo. E' direttore di Radiocom.tv, la testata giornalistica della radio degli italiani nel mondo.