A febbraio export +2,6% sul mese, crescita tendenziale +0,9%. I dati Istat

Apr 26, 2026 - 00:17
 0  37
A febbraio export +2,6% sul mese, crescita tendenziale +0,9%. I dati Istat

A febbraio, la dinamica su base sia mensile sia annua dell’export è in parte influenzata da vendite a elevato impatto della cantieristica navale: al netto di queste, si stima un aumento congiunturale meno ampio (+1,8%, da +2,6%) e una crescita tendenziale del +0,9%. E’ quanto emerge dai dati Istat sul commercio con l’estero e prezzi all’importazione. La crescita tendenziale dell’export verso gli Stati Uniti resta elevata ma è concentrata nella farmaceutica e negli altri mezzi di trasporto; quella più sostenuta verso la Svizzera si deve soprattutto alle maggiori esportazioni di metalli; mentre la decisa flessione dell’export verso la Germania è influenzata dalle vendite di mezzi di navigazione marittima rilevate a febbraio 2025 (al netto di queste, la flessione si riduce a -0,7%). L’import torna a crescere su base mensile; al netto dell’energia, cresce su base annua del +2,7%. A febbraio, l’aumento congiunturale dei prezzi all’import è dovuto al rialzo dei prezzi dell’energia (petrolio greggio e gas naturale) e dei beni intermedi (in particolare i metalli) nell’area non euro; su base annua, la loro flessione si amplia lievemente. A febbraio 2026 si stima una crescita congiunturale più ampia per le importazioni (+3,5%) rispetto alle esportazioni (+2,6%). L’aumento su base mensile dell’export si deve alle maggiori vendite verso l’area extra Ue (+5,3%), mentre l’export verso l’area Ue risulta stazionario. Nel trimestre dicembre 2025-febbraio 2026, rispetto al precedente, l’export cresce dello 0,9%, l’import si riduce dell’1,3%. A febbraio 2026 l’export in valore è pressoché stazionario su base annua (-0,2%); in volume, si riduce del 2,2%. La quasi stazionarietà su base annua dell’export in termini monetari è sintesi di una crescita per i mercati extra Ue (+2,8%) e di una riduzione per quelli Ue (-2,9%). L’import registra una flessione tendenziale dell’1,3% in valore, che coinvolge in misura più ampia l’area Ue (-2,0%) rispetto a quella extra Ue (-0,3%); in volume, invece, le importazioni crescono dello 0,4%. Su base annua, tra i settori che più contribuiscono a frenare l’export si segnalano mezzi di trasporto, esclusi autoveicoli (-22,1%), articoli sportivi, giochi, strumenti musicali, preziosi, strumenti medici e altri prodotti non classificati altrove (n.c.a.) (-12,1%) e coke e prodotti petroliferi raffinati (-18,2%). All’opposto, i contributi positivi maggiori derivano dall’aumento delle vendite di metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (+30,7%) e articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici (+3,0%). Su base annua, i paesi che forniscono i contributi negativi maggiori all’export nazionale sono Germania (-15,4%), Spagna (-15,3%), Turchia (-27,0%) e Regno Unito (-13,6%). Crescono le esportazioni verso Svizzera (+33,2%), Stati Uniti (+8,0%) e paesi OPEC (+14,5%). Nei primi due mesi del 2026, l’export registra una flessione tendenziale del 2,2%, cui contribuiscono soprattutto le minori vendite di mezzi di trasporto, esclusi autoveicoli (-16,3%), coke e prodotti petroliferi raffinati (-29,1%) e macchinari e apparecchi n.c.a. (-4,1%). L’apporto positivo maggiore deriva, invece, dall’aumento delle esportazioni di metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (+24,2%). Il saldo commerciale a febbraio 2026 è pari a +4.944 milioni di euro (era +4.444 milioni nello stesso mese del 2025). Il deficit energetico (-3.466 milioni) è inferiore rispetto a un anno prima (-5.000 milioni). L’avanzo nell’interscambio di prodotti non energetici scende da +9.444 milioni di febbraio 2025 a +8.409 milioni di febbraio 2026. Nel mese di febbraio 2026 i prezzi all’importazione aumentano dello 0,4% su base mensile mentre flettono del 3,4% su base annua (da -3,2% di gennaio).

Qual è la tua reazione a questa notizia?

like

dislike

love

funny

angry

sad

wow

Redazione Giornalista iscritto all’elenco dei “Professionisti” dal 2003. Iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Liguria dal 1991 come pubblicista fino al 2003 quando ha superato l’esame a Roma per passare ai professionisti. Il primo pezzo, da album dei ricordi, l'ho scritto sul ‘Corriere Mercantile’ (con l’edizione La Gazzetta del Lunedì) nel novembre del 1988. Fondato nel 1824, fu una delle più longeve testate italiane essendo rimasto in attività fino al luglio del 2015. Ha collaborato per 16 anni con l’agenzia Ansa, ma anche con Agi, Adnkronos, è stato corrispondente della Voce della Russia di Radio Mosca, quindi ha lavorato con La Repubblica, La Padania, Il Giornale, Il Secolo XIX, La Prealpina, La Stampa e per diverse emittenti televisive e radiofoniche come Telenord, Canale 7, Tele Cupole, Tele Gallinara, TeleRiviera, Radio Riviera 3, Radio Liguria International, Radio Babboleo, Lattemiele, Onda Ligure e Radio Valle Belbo. E' direttore di Radiocom.tv, la testata giornalistica della radio degli italiani nel mondo.