Agente uccisa dal comandante, la procura chiede l’ergastolo per Giampiero Gualandi
Ergastolo. È questa la richiesta della procuratrice aggiunta Lucia Russo davanti alla Corte d’Assise di Bologna per Giampiero Gualandi, ex comandante della polizia locale di Anzola. Secondo l’accusa ha ucciso intenzionalmente l’agente Sofia Stefani, con la quale aveva una relazione extraconiugale. «Le indagini e il processo - ha sottolineato la procuratrice - rispetto ad altri casi non devono identificare l'autore del fatto, su questo non c'è dubbio, l’obiettivo è far luce sul dolo, sulla colpa o sulla preterintenzionalità». Stefani è stata uccisa il 16 maggio 2024 da un colpo partito dalla pistola di ordinanza di Gualandi nell’ufficio dell'uomo, al comando di Anzola. Per la Procura si è trattato di un omicidio volontario, aggravato dai futili motivi e dal legame affettivo, mentre per la difesa dell'imputato si è trattato di un colpo partito accidentalmente durante una colluttazione. «Non esiste ragione professionale - ha sostenuto la pm - che può giustificare il fatto che Gualandi avesse la pistola». La moglie di Gualandi il 29-30 aprile aveva scoperto la relazione, ma lui le disse che era finita a febbraio. I messaggi tra i due però dimostrano che in realtà è andata avanti fino a poco prima dell'omicidio. «Non c'è stato giorno dal 30 aprile in poi - ha detto Russo - in cui Sofia non ha provato a contattare la moglie di Gualandi», per mostrarle i messaggi. «Lui sapeva che non si sarebbe arresa». Ed è per questo, probabilmente, il motivo per cui Sofia è stata uccisa.
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