Arte contemporanea tra i trulli del Leonardo Trulli Resort

Sep 9, 2026 - 00:34
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Arte contemporanea tra i trulli del Leonardo Trulli Resort

Nella Valle d’Itria, tra ulivi secolari e antiche architetture in pietra, il paesaggio si fa parte integrante dell’esperienza espositiva. Leonardo Trulli Resort di Locorotondo, per il secondo anno consecutivo, apre i propri giardini all’arte contemporanea con Ritorni. Il Risveglio delle Origini, rassegna visitabile dal 13 luglio al 30 settembre 2026 anche ai visitatori esterni alla struttura. Curata in collaborazione con Oblong Contemporary Gallery, la mostra riunisce sette protagonisti della scena artistica italiana – Fulvio Bifarini, Stefano Bombardieri, Sauro Cavallini, Silvia Della Rocca, Giuseppe Maiorana, Gianfranco Meggiato e Stefano Pierotti – in un itinerario che accosta scultura, pittura e architettura rurale. A promuovere il progetto è Rosalba Cardone, proprietaria e artefice della rinascita del resort.

Alle origini del resort c’è la storia di Leonardo Cardone, cugino del padre di Rosalba, era nato agli inizi del Novecento e aveva trascorso la vita tra i terreni e i trulli della famiglia. Durante la guerra prestò servizio nella Croce Rossa Italiana a Udine, per poi tornare in Puglia e dedicarsi alla terra e agli animali. Alla sua morte, nell’agosto del 2007, lasciò il patrimonio al padre di Rosalba, che ne avviò la successiva trasformazione. Rosalba, allora impegnata nell’azienda di costruzioni paterna, riconobbe nei ruderi ricevuti in eredità un patrimonio da restituire alla propria identità. Con il contributo delle maestranze locali, depositarie della tradizione della pietra a secco, avviò un recupero progressivo che coinvolse dapprima i trulli, quindi la masseria e infine la casa padronale. Ne è nato un resort che conserva nella materia la memoria del territorio: pietra locale, intonaci naturali, ceramiche di Grottaglie e tessuti in percalle concorrono a definire un’architettura in cui il recupero coincide con la possibilità di restituire un uso contemporaneo a strutture antiche.

È proprio da questa idea di continuità che prende avvio anche il progetto espositivo. Portare l’arte contemporanea nel resort significa, nella visione di Rosalba Cardone, sottrarre la memoria alla dimensione statica e consentirle di misurarsi con il presente. Le opere attraversano così il parco, l’antico baglio, i trulli più vetusti e l’area della grande vasca ai sali di magnesio, instaurando con ciascun luogo una relazione calibrata sulle sue caratteristiche architettoniche e naturali.

Accanto alla piscina, la scultura in bronzo dorato di Gianfranco Meggiato si sviluppa in un intreccio di forme sferiche sulla superficie dell’acqua. Sotto il fragno monumentale, quercia autoctona di particolare pregio, si concentrano le opere di Giuseppe Maiorana e Sauro Cavallini. Nel cuore dell’antico baglio, tra muretti a secco e trulli centenari, emergono invece le creature di Stefano Bombardieri: una tigre bianca adagiata ai piedi di un trullo e un ippopotamo sospeso in aria introducono nel paesaggio il tema della vulnerabilità degli ecosistemi e delle specie minacciate.
Il percorso prosegue con le figure femminili di Stefano Pierotti, disseminate tra piscina e giardino: una tuffatrice colta nell’impeto dello slancio e una donna raccolta su se stessa restituiscono movimento e sospensione. Negli ambienti adiacenti alla vasca principale, l’esposizione si restringe invece a una dimensione più raccolta. Le opere di Silvia Della Rocca e le grandi tele di Fulvio Bifarini segnano il passaggio dalla monumentalità del paesaggio alla dimensione più intima degli interni.

La disposizione delle opere non risponde soltanto a un criterio spaziale, ma asseconda la struttura concettuale della rassegna, articolata idealmente in sei passaggi: materia, memoria, vita, uomo, danza e cosmo. Sono diverse declinazioni di un medesimo interrogativo sul rapporto tra individuo, natura e tempo. Bombardieri affronta la fragilità del mondo naturale attraverso la presenza straniante degli animali; Pierotti traduce nella figura umana l’alternanza tra slancio e raccoglimento; Meggiato affida a geometrie sferiche e intrecciate una riflessione sulla dimensione cosmica. Della Rocca guarda all’universo come principio ordinatore, mentre Maiorana e Cavallini stabiliscono un legame più diretto con la componente vegetale del luogo.
Bifarini, unica presenza pittorica della rassegna, porta invece il percorso negli interni con grandi tele a olio, caratterizzate da un uso libero e materico del colore. Una pittura istintiva che si inserisce nel tema delle origini attraverso la forza immediata del gesto.

Il confronto tra le sculture contemporanee e le architetture del resort nasce proprio dalla materia che le accomuna. La pietra calcarea dei trulli, costruiti secondo la tradizione della pietra a secco e caratterizzati dalle geometrie dei coni e dei pinnacoli, offre alle opere una struttura visiva con cui misurarsi. Le sculture non vengono così semplicemente collocate nel paesaggio, ma ne assumono proporzioni e geometrie, modificandone la percezione. La pietra antica diventa parte attiva dell’allestimento e il luogo stesso entra nella lettura delle opere.

È in questa relazione tra luogo, memoria e contemporaneità che il titolo «Ritorni» trova il proprio significato. Il ritorno evocato dalla mostra non guarda al passato con nostalgia, ma alla possibilità di riattivarlo attraverso il presente: la materia dei trulli, la natura del giardino e la memoria della famiglia Cardone entrano in relazione con le opere dei sette artisti, dando forma a un percorso che oltrepassa i confini della semplice esposizione. Il paesaggio della Valle d’Itria, da Locorotondo a Cisternino e Martina Franca, ne amplia idealmente la prospettiva, mentre ulivi, roseti, lavanda e gelsomino accompagnano le opere senza ridursi a una semplice cornice.

L’eredità di Leonardo trova così una nuova forma di continuità. Il luogo che Rosalba Cardone ha scelto di recuperare non viene semplicemente preservato, ma restituito alla possibilità di accogliere nuove storie. E tra le pietre dei trulli, le opere degli artisti e la vegetazione del giardino, il «ritorno» diventa infine un movimento in avanti: non un recupero nostalgico delle origini, ma la loro riattivazione attraverso lo sguardo contemporaneo.

Ritorni. Il Risveglio delle Origini
Fulvio Bifarini, Stefano Bombardieri, Sauro Cavallini, Silvia Della Rocca, Giuseppe Maiorana, Gianfranco Meggiato e Stefano Pierotti
Leonardo Trulli Resort di Locorotondo
a cura di Oblong Contemporary Gallery
dal 13 luglio al 30 settembre 2026

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Redazione Giornalista iscritto all’elenco dei “Professionisti” dal 2003. Iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Liguria dal 1991 come pubblicista fino al 2003 quando ha superato l’esame a Roma per passare ai professionisti. Il primo pezzo, da album dei ricordi, l'ho scritto sul ‘Corriere Mercantile’ (con l’edizione La Gazzetta del Lunedì) nel novembre del 1988. Fondato nel 1824, fu una delle più longeve testate italiane essendo rimasto in attività fino al luglio del 2015. Ha collaborato per 16 anni con l’agenzia Ansa, ma anche con Agi, Adnkronos, è stato corrispondente della Voce della Russia di Radio Mosca, quindi ha lavorato con La Repubblica, La Padania, Il Giornale, Il Secolo XIX, La Prealpina, La Stampa e per diverse emittenti televisive e radiofoniche come Telenord, Canale 7, Tele Cupole, Tele Gallinara, TeleRiviera, Radio Riviera 3, Radio Liguria International, Radio Babboleo, Lattemiele, Onda Ligure e Radio Valle Belbo. E' direttore di Radiocom.tv, la testata giornalistica della radio degli italiani nel mondo.