Autogrill in autostrada, perché i prezzi restano un caso
Un panino semplice in un’area di servizio può arrivare a 8,50 euro, una bottiglietta d’acqua a oltre 3 euro al litro e un espresso costa in media 1,46 euro. Le rilevazioni sui punti ristoro autostradali mostrano prezzi nettamente superiori a quelli di bar e supermercati fuori dalla rete. Altroconsumo ha misurato differenze che, su alcuni prodotti, superano il 50%. L’indagine realizzata da Altroconsumo in 16 aree di servizio sulle direttrici di Milano, Venezia, Roma e Napoli ha quantificato la differenza tra la sosta autostradale e un acquisto effettuato fuori dall’autostrada. Un panino semplice costa mediamente circa 6,80 euro, con punte fino a 8,50 euro. Per un prodotto analogo acquistato in un bar cittadino la media rilevata è di circa 4,30 euro. La differenza arriva quindi intorno al 57%. Il caffè espresso costa mediamente 1,46 euro, circa il 21% in più rispetto al prezzo medio cittadino preso come riferimento dall’associazione. La brioche si aggira intorno ai 2 euro, con valori compresi fra 1,50 e 2,20 euro. Rispetto alle rilevazioni precedenti, l’aumento è stato del 16%. Il divario cresce per alcune bevande. L’acqua in bottiglia può raggiungere quasi 3,20 euro al litro e le bibite vendute in piccoli formati possono avere un costo al litro diverse volte superiore rispetto alla grande distribuzione. Le aree di servizio hanno costi diversi rispetto a un normale esercizio commerciale cittadino. Le concessioni autostradali, gli spazi, gli orari di apertura molto estesi, il personale necessario a garantire il servizio durante gran parte della giornata e la logistica incidono sulla struttura dei costi. A questo si aggiunge una concorrenza limitata dalla posizione geografica. Un automobilista che viaggia su un’autostrada non può raggiungere con la stessa facilità un bar o un supermercato esterno senza uscire dalla rete, pagare eventualmente un nuovo pedaggio e allungare il viaggio. Questa minore possibilità di scelta permette agli operatori delle aree di servizio di applicare prezzi diversi da quelli presenti nei centri urbani. Il Codacons aveva presentato un esposto all’Autorità garante della concorrenza e del mercato dopo la pubblicazione dei dati sui prezzi nelle aree di servizio. L’associazione aveva segnalato in particolare il costo dell’acqua, delle bevande e dei panini, chiedendo verifiche sulla correttezza commerciale e sulla trasparenza dei prezzi. I prezzi elevati non riguardano esclusivamente i punti vendita con insegna Autogrill. La rilevazione di Altroconsumo ha preso in esame diverse catene presenti sulla rete, tra cui Chef Express, My Chef, Hermes, Sarni e Ristop.
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