Bruxelles avvia nuove procedure d’infrazione contro alcuni Stati membri.
Nel pacchetto di gennaio sulle infrazioni, la Commissione europea ha annunciato oggi una serie di azioni legali contro Paesi dell’Unione che non rispettano pienamente il diritto europeo. Allo stesso tempo, Bruxelles ha chiuso 72 casi in cui le criticità sono state risolte e non sarà quindi necessario proseguire le procedure. La Commissione ha inoltre richiamato diversi Stati membri che non hanno ancora recepito correttamente alcune direttive europee nei rispettivi ordinamenti nazionali. Per questi casi sono state inviate lettere di messa in mora, con un termine di due mesi per adeguarsi; in mancanza di risposta, potrebbe seguire una nuova fase della procedura. La Commissione ha ad esempio aperto procedure d’infrazione contro Danimarca, Italia e Lussemburgo per il mancato corretto recepimento della direttiva quadro sulle acque, che impone controlli periodici sui permessi di prelievo e utilizzo delle risorse idriche. Secondo Bruxelles, i tre Paesi non garantiscono revisioni regolari delle concessioni, alcune delle quali restano valide per decenni senza verifiche, in contrasto con gli obiettivi europei di tutela della salute e dell’ambiente. In particolare, vengono segnalate autorizzazioni mancanti o non aggiornate per il prelievo di acqua da fiumi, laghi e falde. I governi interessati hanno ora due mesi di tempo per rispondere alle osservazioni della Commissione e correggere le irregolarità. In caso contrario, Bruxelles potrà procedere con un parere motivato, avvicinando il caso a un possibile contenzioso
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