Gli Usa valutano il ritiro di 40 mila militari dall’Europa, è il taglio più grande dalla fine della Guerra fredda
Il Pentagono sta valutando un piano drastico per ritirare dall’Europa aerei, navi, armamenti e decine di migliaia di militari statunitensi, nonostante gli avvertimenti degli alleati della Nato sulla crescente minaccia rappresentata dall’aggressività russa. Lo riferisce l’emittente “Nbc News”. La riduzione potrebbe riguardare circa un terzo dei militari statunitensi attualmente presenti in Europa, pari a circa 25 mila unità. Secondo un funzionario statunitense e un’altra persona a conoscenza delle discussioni, il taglio potrebbe essere ancora più consistente, arrivando fino alla metà della presenza Usa, ovvero fino a 40 mila militari. Se attuato, il piano rappresenterebbe la più significativa riduzione della presenza militare statunitense in Europa, oggi composta da circa 80 mila uomini, dalla fine della Guerra fredda negli anni Novanta. Intanto si avvicina il 30 settembre, data chiave poiché si concluderà ufficialmente la missione della Coalizione internazionale contro lo Stato islamico guidata dagli Stati Uniti in Iraq che prevede il ritiro degli ultimi militari statunitensi. La fine della missione militare della Coalizione internazionale contro lo Stato islamico chiude l’ultima fase della presenza statunitense cominciata con l’invasione del 2003. Le truppe Usa lasciarono l’Iraq nel 2011, per poi tornarvi nel 2014 su richiesta di Baghdad, quando lo Stato islamico aveva conquistato Mosul e ampie parti del Paese. Oggi l’organizzazione jihadista è ridotta soprattutto a cellule clandestine, attive nelle aree rurali e desertiche. Le ultime centinaia di soldati ancora presenti nel Kurdistan iracheno dovrebbero essere ritirate entro la fine del mese e in gran parte trasferite in Giordania o in altre basi della regione. Insieme agli uomini dovrebbero essere rimossi anche sistemi di difesa aerea e altre attrezzature militari. Ma il ritiro non comporterà necessariamente la fine della cooperazione fra Washington e Baghdad. Stati Uniti e Iraq potranno negoziare un normale rapporto bilaterale nel settore della sicurezza, mentre il sostegno contro lo Stato islamico proseguirà attraverso attività d’intelligence, formazione e assistenza. Il 30 settembre resta comunque una scadenza politica simbolica: dal primo ottobre, secondo il governo iracheno, il Paese non dovrebbe più ospitare contingenti militari stranieri.
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