Calcio, Maradona, il pallone della “Mano di Dio” venduto per 2,9 milioni

Ago 27, 2026 - 00:10
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Calcio, Maradona, il pallone della “Mano di Dio” venduto per 2,9 milioni

È stato venduto per 2,5 milioni di sterline, circa 3,3 milioni di dollari (2,9 milioni di euro), il pallone con cui Diego Armando Maradona segnò il celebre gol della “Mano di Dio” nei quarti di finale dei Mondiali del 1986 contro l’Inghilterra. Il cimelio è stato battuto all’asta negli Stati Uniti da Heritage Auctions, dopo che un precedente tentativo di vendita non era andato a buon fine per il mancato raggiungimento del prezzo minimo. La partita si giocò il 22 giugno 1986 allo stadio Azteca di Città del Messico. L’Argentina vinse 2-1 e Maradona realizzò entrambe le reti. La prima, al 51′, fu segnata con la mano, senza che l’arbitro tunisino Ali Bin Nasser se ne accorgesse. Lo stesso Maradona, dopo la partita, la definì un gol realizzato “un po’ con la testa di Maradona e un altro po’ con la mano di Dio”. Bin Nasser conservò il pallone come ricordo e nel 2023 ne certificò l’autenticità, confermando che si trattava del pallone utilizzato durante quella partita. Il nuovo proprietario aveva poi tentato di venderlo, ma la prima asta si era conclusa senza offerte sufficienti. Il secondo tentativo ha invece portato alla vendita per 3,3 milioni di dollari, anche se le stime iniziali indicavano una possibile valutazione molto più alta, fino a circa 10 milioni di dollari. Il pallone resta uno dei cimeli più iconici della storia del calcio. Nel 2022 era stata venduta all’asta anche la maglia indossata da Maradona nella stessa partita: il prezzo finale era stato di 7,1 milioni di sterline.

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Redazione Giornalista iscritto all’elenco dei “Professionisti” dal 2003. Iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Liguria dal 1991 come pubblicista fino al 2003 quando ha superato l’esame a Roma per passare ai professionisti. Il primo pezzo, da album dei ricordi, l'ho scritto sul ‘Corriere Mercantile’ (con l’edizione La Gazzetta del Lunedì) nel novembre del 1988. Fondato nel 1824, fu una delle più longeve testate italiane essendo rimasto in attività fino al luglio del 2015. Ha collaborato per 16 anni con l’agenzia Ansa, ma anche con Agi, Adnkronos, è stato corrispondente della Voce della Russia di Radio Mosca, quindi ha lavorato con La Repubblica, La Padania, Il Giornale, Il Secolo XIX, La Prealpina, La Stampa e per diverse emittenti televisive e radiofoniche come Telenord, Canale 7, Tele Cupole, Tele Gallinara, TeleRiviera, Radio Riviera 3, Radio Liguria International, Radio Babboleo, Lattemiele, Onda Ligure e Radio Valle Belbo. E' direttore di Radiocom.tv, la testata giornalistica della radio degli italiani nel mondo.