CIA  Agricoltori Liguria denuncia ancora una volta l'assenza di interventi concreti sulle infrastrutture idriche

Ago 9, 2026 - 00:53
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CIA  Agricoltori Liguria denuncia ancora una volta l'assenza di interventi concreti sulle infrastrutture idriche

CIA  Agricoltori Liguria denuncia ancora una volta l'assenza di interventi concreti sulle infrastrutture idriche. Le imprese agricole non possono essere lasciate sole ad affrontare una crisi che era ampiamente prevedibile.

“Ogni estate la Liguria si ritrova a fare i conti con la stessa identica emergenza: aziende agricole senz'acqua, raccolti compromessi, allevamenti in difficoltà e territori sempre più fragili. Non si può continuare a considerare la siccità un evento straordinario quando è ormai una condizione strutturale – sottolinea Stefano Roggerone, presidente di Cia Liguria -.  Già nel settembre 2025, nel corso di un incontro  che abbiamo chiesto con urgenza, il presidente della Regione Marco Bucci aveva condiviso la necessità di realizzare un piano degli invasi, riconoscendo l'importanza strategica di dotare la Liguria delle infrastrutture necessarie per garantire l'approvvigionamento idrico alle aziende agricole e ai territori. Un impegno che, ad oggi, non ha ancora trovato una concreta attuazione”.

Nel frattempo la situazione è ulteriormente peggiorata. Nei giorni scorsi CIA Liguria ha chiesto formalmente alla Regione il riconoscimento dello stato di calamità naturale per la persistente siccità che sta colpendo l'intero territorio regionale, con pesanti ripercussioni sull'olivicoltura, sull'orticoltura e sulla zootecnia.

«Non possiamo più limitarci a rincorrere le emergenze ogni estate – prosegue Roggerone -.  L'acqua è una infrastruttura strategica esattamente come una strada o un ponte. Senza disponibilità idrica non esiste agricoltura, non esiste presidio del territorio e aumenta il rischio di dissesto idrogeologico.»

Per CIA Liguria è indispensabile aprire immediatamente un tavolo operativo con Regione Liguria, Consorzi di Bonifica, Autorità competenti e organizzazioni agricole per definire tempi certi e risorse dedicate alla realizzazione di un piano regionale degli invasi, al recupero delle acque piovane e al potenziamento delle reti irrigue.

«Gli agricoltori non chiedono assistenza, chiedono di poter lavorare. Le risorse europee, nazionali e regionali devono essere indirizzate verso opere che rendano il sistema agricolo ligure resiliente ai cambiamenti climatici. Rimandare ancora significherebbe condannare il settore a vivere, anno dopo anno, la stessa identica crisi – conclude il presidente di Cia Agricoltori Liguria, Stefano Roggerone -. Il tempo delle dichiarazioni è finito. È il momento delle decisioni e dei cantieri."

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Redazione Giornalista iscritto all’elenco dei “Professionisti” dal 2003. Iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Liguria dal 1991 come pubblicista fino al 2003 quando ha superato l’esame a Roma per passare ai professionisti. Il primo pezzo, da album dei ricordi, l'ho scritto sul ‘Corriere Mercantile’ (con l’edizione La Gazzetta del Lunedì) nel novembre del 1988. Fondato nel 1824, fu una delle più longeve testate italiane essendo rimasto in attività fino al luglio del 2015. Ha collaborato per 16 anni con l’agenzia Ansa, ma anche con Agi, Adnkronos, è stato corrispondente della Voce della Russia di Radio Mosca, quindi ha lavorato con La Repubblica, La Padania, Il Giornale, Il Secolo XIX, La Prealpina, La Stampa e per diverse emittenti televisive e radiofoniche come Telenord, Canale 7, Tele Cupole, Tele Gallinara, TeleRiviera, Radio Riviera 3, Radio Liguria International, Radio Babboleo, Lattemiele, Onda Ligure e Radio Valle Belbo. E' direttore di Radiocom.tv, la testata giornalistica della radio degli italiani nel mondo.