Cia: subito tavolo nazionale per salvare filiera italiana zucchero

Mar 4, 2026 - 00:25
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Cia: subito tavolo nazionale per salvare filiera italiana zucchero

Aprire subito un tavolo nazionale con tutti gli attori del comparto bieticolo-saccarifero per definire un piano straordinario di rilancio della produzione di zucchero 100% italiano. È la richiesta di Cia-Agricoltori Italiani, che sottolinea come la situazione critica della filiera imponga un confronto urgente con le istituzioni per individuare soluzioni condivise. Negli ultimi vent’anni, infatti, l’Italia ha progressivamente smantellato uno dei suoi comparti storici. Prima della disastrosa riforma dell’OCM Zucchero del 2006, il Paese contava oltre 250.000 ettari coltivati a barbabietola, 19 zuccherifici attivi lungo la penisola e una produzione superiore a 1,5 milioni di tonnellate, che garantiva la piena autosufficienza nazionale. Oggi le superfici si sono ridotte a meno di 19.000 ettari complessivi e l’import copre circa l’80% del fabbisogno interno. Non solo. Ora, ricorda Cia, con la decisione di Coprob Italia di sospendere per il 2026 il funzionamento dello stabilimento di Pontelongo, nel Padovano, resta un unico zuccherificio attivo e operativo in Italia: quello di Minerbio, in Emilia-Romagna. Per Cia, si tratta di un brutto colpo in uno degli ultimi importanti areali di produzione – il Veneto con circa 4.000 ettari – che mette in pericolo centinaia di posti di lavoro, diventando al contempo l’emblema della crisi del settore e del rischio di vedere la parola fine alla produzione di zucchero in Italia. Eppure, la barbabietola resta una coltura strategica per l’economia di diversi territori e per l’equilibrio agronomico delle aziende, grazie al suo ruolo nelle rotazioni e nella fertilità dei suoli. A pesare, nel tempo, dinamiche globali aggressive sui prezzi, aumento dei costi energetici, regole europee stringenti sui fitosanitari e concorrenza extra-Ue senza reali condizioni di reciprocità. Secondo Cia, però, ormai non è più tempo di interventi tampone o di gestione dell’emergenza. È necessario un confronto che coinvolga agricoltori, industria di trasformazione e istituzioni, per costruire una prospettiva credibile di rilancio. Serve una strategia strutturale: misure settoriali nazionali e regionali, regole uguali per l’import e investimenti in innovazione, anche a partire dalle Tecniche di evoluzione assistita. “Non possiamo permettere che l’Italia esca definitivamente dalla produzione di zucchero – dichiara il presidente nazionale, Cristiano Fini – Chiediamo al governo di convocare con urgenza un tavolo di filiera per salvaguardare un comparto che significa lavoro, sostenibilità e tradizione agricola”.

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Redazione Giornalista iscritto all’elenco dei “Professionisti” dal 2003. Iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Liguria dal 1991 come pubblicista fino al 2003 quando ha superato l’esame a Roma per passare ai professionisti. Il primo pezzo, da album dei ricordi, l'ho scritto sul ‘Corriere Mercantile’ (con l’edizione La Gazzetta del Lunedì) nel novembre del 1988. Fondato nel 1824, fu una delle più longeve testate italiane essendo rimasto in attività fino al luglio del 2015. Ha collaborato per 16 anni con l’agenzia Ansa, ma anche con Agi, Adnkronos, è stato corrispondente della Voce della Russia di Radio Mosca, quindi ha lavorato con La Repubblica, La Padania, Il Giornale, Il Secolo XIX, La Prealpina, La Stampa e per diverse emittenti televisive e radiofoniche come Telenord, Canale 7, Tele Cupole, Tele Gallinara, TeleRiviera, Radio Riviera 3, Radio Liguria International, Radio Babboleo, Lattemiele, Onda Ligure e Radio Valle Belbo. E' direttore di Radiocom.tv, la testata giornalistica della radio degli italiani nel mondo.