Corte UE: Non c’è obbligo per un richiedente asilo di comparire personalmente all’udienza secondo il diritto dell'Unione

Lug 3, 2025 - 12:26
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Corte UE: Non c’è obbligo per un richiedente asilo di comparire personalmente all’udienza secondo il diritto dell'Unione

La Corte di Giustizia UE, in una pronuncia di stamane, ha stabilito che, alla luce dei principi della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, una normativa nazionale che preveda l'obbligo di un richiedente asilo di comparire personalmente dinanzi al giudice è contraria al diritto UE perché viola il principio di proporzionalità. Secondo i giudici, l’obbligo avrebbe il solo scopo di verificare la presenza dell'interessato sul territorio nazionale e non di ascoltarlo e che, anche se una legge in tal senso potrebbe contribuire all'efficienza del sistema giudiziario, nella misura in cui i giudici investiti di tali ricorsi si concentrano su quelli presentati da richiedenti che hanno un interesse reale all'esito del loro ricorso,  si potrebbero adottare misure meno restrittive, come la possibilità per i richiedenti di essere rappresentati da un avvocato o da un'altra persona autorizzata e di provare la loro presenza sul territorio europeo presentandosi a una stazione di polizia o a un'altra autorità pubblica o giudiziaria situata vicino al loro luogo di residenza. Riferendosi al caso in oggetto, che ha origine dal ricorso di un migrante iracheno in Grecia, la Corte ritiene che l'obbligo di comparire personalmente rappresenti un onere irragionevole ed eccessivo per coloro che non risiedono nella zona di Atene, dove vengono esaminati i ricorsi. In effetti, essi sarebbero tenuti a recarsi ad Atene al solo scopo di comparire, senza essere necessariamente ascoltati. La natura sproporzionata di questa normativa risiede, in particolare, nel fatto che essa stabilisce una presunzione inconfutabile che il ricorso sia stato presentato in modo improprio, con la conseguenza che esso viene respinto come manifestamente infondato, senza alcun esame del merito.

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Filippo Giuffrida Ha cominciato la sua carriera giornalistica nel 1982, come giornalista presso Radio Riviera Tre. Dal 1989 collabora con Radio One e con l'agenzia stampa Hi News. Nel 1994 si è trasferito a Bruxelles come corrispondente per l'agenzia L’Altra News. Nel 2003 ha fondato l'agenzia stampa DSPRESS ed è stato nominato Redattore capo della rivista L'Incontro, nel 2010 ha assunto la direzione del periodico mensile La Lettre B. Direttore dell'Istituto Europeo di Studi Giuridici e di Comunicazione, dal febbraio 2019 è il corrispondente da Bruxelles dell'agenzia giornalistica 9 Colonne, diretta da Paolo Pagliaro. Membro fondatore di ITACA, è il direttore di RadioCom.tv, la prima web-radio in lingua italiana destinata alle comunità italiane all'estero, un progetto sostenuto dal Ministero degli Esteri. Nel 2013 ha vinto il Michel Vanderborght Award nella categoria giornalismo e nel 2020 ha vinto il Radnoty Award nella categoria giornalismo. È uno degli autori del libro "Lettere dall'Europa" e degli editorialisti del periodico quindicinale Patria Indipendente. Filippo Giuffrida è il pronipote dello scrittore e giornalista Leonida Rèpaci e del giornalista e politico Ottavio Pastore, che fu il primo direttore de l'Unità. Ex Presidente del Comitato Provinciale dell'ANPI del Belgio, è il Vicepresidente della FIR, Federazione Internazionale dei Resistenti.