Esplosioni a Teheran. Israele: attacco preventivo
Nelle prime ore di sabato mattina, Israele ha lanciato un “attacco preventivo” contro l’Iran. Secondo quanto riferito dai media locali, nel centro di Teheran, proprio nelle vicinanze degli uffici dell’l’Ayatollah Ali Khamenei, sono state avvertite almeno tre esplosioni. La Guida Suprema si troverebbe ora in un “luogo sicuro”.
In seguito, sono state interessate dai raid anche ulteriori zone della capitale e le città di Isfahan, Qom, Karaj e Kermanshah.
Poco dopo, il presidente Donald Trump ha confermato il coinvolgimento dell’esercito americano nelle operazioni.
Le parole di Trump
“Abbiamo cercato ripetutamente di raggiungere un accordo. Ci abbiamo provato”, ha affermato in un video rilasciato sui suoi canali social. “Distruggeremo i loro missili e raderemo al suolo la loro industria missilistica. Sarà completamente annientata. L’obiettivo è difendere gli americani eliminando le imminenti minacce del regime iraniano”.
Un funzionario israeliano ha dichiarato all’AP che tra gli obiettivi della campagna figurano l’esercito iraniano, simboli del governo e obiettivi di intelligence.
La Guardia Rivoluzionaria iraniana, gruppo paramilitare, afferma di aver risposto lanciando una “prima ondata” di droni e missili contro Israele. La Guardia Rivoluzionaria iraniana ha poi a sua volta comunicato di aver risposto lanciando una “prima ondata” di droni e missili contro lo Stato ebraico.
Gli attacchi avvengono nel contesto degli sforzi diplomatici tra funzionari statunitensi e iraniani per raggiungere un accordo che limiti il programma nucleare di Teheran. I negoziati avrebbero dovuto proseguire la prossima settimana, ma alla luce di quanto accaduto lo scenario sarà soggetto a cambiamenti.
Il ministro Katz: “Attacco preventivo”
Dopo le prime esplosioni avvertite a Teheran, sia l’Iran che Israele hanno chiuso il proprio spazio aereo.
In seguito, il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, ha affermato che l'”attacco preventivo” darebbe servito a “rimuovere le minacce contro” il Paese.
Lo scorso giugno, lo Stato ebraico aveva già lanciato un attacco contro l’Iran, dando inizio alla Guerra dei 12 giorni. Gli Stati Uniti si sono poi uniti a Israele nel conflitto, prendendo di mira gli impianti nucleari locali.
Di recente, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu aveva espresso la sua opposizione a un accordo incentrato esclusivamente sul programma nucleare iraniano, soffermandosi in particolare sul pericolo rappresentato dai missili balistici di Teheran.
“La nostra operazione congiunta creerà le condizioni affinché il coraggioso popolo iraniano prenda in mano il proprio destino”, ha invece spiegato premier nella mattina di sabato.
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