Etiopia e Eritrea, alleanze fragili minacciano la stabilità regionale

Feb 26, 2026 - 00:54
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Etiopia e Eritrea, alleanze fragili minacciano la stabilità regionale

Le tensioni tra il governo federale dell’Etiopia, la regione settentrionale del Tigray e l’Eritrea minacciano di trascinare il Corno d’Africa in un nuovo devastante conflitto, a soli tre anni dalla fine dell’ultima guerra. Secondo un rapporto dell’International crisis group (Icg), l’alleanza che aveva portato alla sconfitta delle forze tigrine si è sgretolata, lasciando il posto a profonde diffidenze. Il primo ministro etiope, Abiy Ahmed, ha dichiarato l’intenzione di ottenere un accesso sovrano al mare, mossa interpretata dall’Eritrea come una minaccia alla propria integrità territoriale. Dall’altro lato, Addis Abeba accusa l’Eritrea di occupare ancora porzioni di territorio etiope e di sostenere gruppi armati di opposizione. La stabilità della regione è ulteriormente compromessa dalla crisi interna al Tigray, dove la fazione della “vecchia guardia” del Fronte di liberazione del popolo del Tigray (Tplf) ha ripreso il controllo del movimento rovesciando l’amministrazione ad interim sostenuta dal governo federale. Questo rimpasto di potere ha alimentato i sospetti di Addis Abeba circa una possibile intesa clandestina tra i leader tigrini e il presidente dell’Eritrea, Isaias Afwerki. Nel frattempo, si sono registrati scontri armati nel distretto di Tselemti tra le forze del Tplf e le milizie della regione Amhara, spingendo l’esercito federale a intervenire con attacchi di droni e un massiccio dispiegamento di truppe lungo i confini regionali. Il panorama geopolitico è complicato dal coinvolgimento di attori esterni e dalla guerra civile nel vicino Sudan. L’Etiopia mantiene stretti legami con gli Emirati Arabi Uniti (Eau), mentre l’Eritrea si è schierata con l’esercito sudanese, trovando un asse comune con l’Egitto, storico rivale di Addis Abeba per la gestione delle acque del Nilo. Questa rete di alleanze contrapposte rischia di internazionalizzare eventuali scontri locali, coinvolgendo le potenze che si contendono l’influenza sul Mar Rosso. Nonostante l’Etiopia goda di una superiorità economica e demografica, il timore di sanzioni internazionali e la possibile sospensione dei finanziamenti del Fondo monetario internazionale (Fmi) sembrano finora agire da deterrente contro un’offensiva su vasta scala. Per evitare un’escalation che potrebbe causare centinaia di migliaia di vittime, l’Icg esorta la comunità internazionale e gli Stati africani influenti ad attivare canali diplomatici riservati tra Addis Abeba, Asmara e Macallè. Il rapporto sottolinea la necessità di affrontare le rivendicazioni di ogni parte, incluse le necessità logistiche dell’Etiopia per uno sbocco portuale e le preoccupazioni dell’Eritrea per la propria sovranità. Senza un dialogo immediato e strutturato, anche un semplice malinteso lungo i confini contesi potrebbe innescare una reazione a catena incontrollabile in tutta la regione.

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Redazione Giornalista iscritto all’elenco dei “Professionisti” dal 2003. Iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Liguria dal 1991 come pubblicista fino al 2003 quando ha superato l’esame a Roma per passare ai professionisti. Il primo pezzo, da album dei ricordi, l'ho scritto sul ‘Corriere Mercantile’ (con l’edizione La Gazzetta del Lunedì) nel novembre del 1988. Fondato nel 1824, fu una delle più longeve testate italiane essendo rimasto in attività fino al luglio del 2015. Ha collaborato per 16 anni con l’agenzia Ansa, ma anche con Agi, Adnkronos, è stato corrispondente della Voce della Russia di Radio Mosca, quindi ha lavorato con La Repubblica, La Padania, Il Giornale, Il Secolo XIX, La Prealpina, La Stampa e per diverse emittenti televisive e radiofoniche come Telenord, Canale 7, Tele Cupole, Tele Gallinara, TeleRiviera, Radio Riviera 3, Radio Liguria International, Radio Babboleo, Lattemiele, Onda Ligure e Radio Valle Belbo. E' direttore di Radiocom.tv, la testata giornalistica della radio degli italiani nel mondo.