Financial Times: come l’Iran potrebbe scatenare una nuova “guerra delle petroliere” nel Golfo
Il conflitto tra Iran, Stati Uniti e Israele riaccende il rischio di una nuova “guerra delle petroliere” nel Golfo Persico, con attacchi a navi e infrastrutture energetiche e minacce alla navigazione nello Stretto di Hormuz. Lo riferiscono analisti citati dal quotidiano britannico “Financial Times”, ricordando il precedente degli anni Ottanta durante la guerra fra Iran e Iraq, quando mine e missili contro le petroliere costrinsero gli Stati Uniti a scortare le navi che attraversavano le acque del Golfo. Dall’inizio delle ostilità almeno sei petroliere sono state colpite e il traffico marittimo nello stretto, attraverso cui transita circa un terzo del petrolio trasportato via mare nel mondo, ha subito forti rallentamenti. Il presidente statunitense Donald Trump ha affermato che, “se necessario”, la Marina militare degli Stati Uniti potrebbe scortare le navi cisterna nello stretto e offrire garanzie assicurative ai trasportatori, ma esperti navali ritengono improbabile un’operazione immediata. Secondo gli analisti, l’Iran dispone di numerosi strumenti per colpire il traffico marittimo, tra cui droni, missili antinave, mine navali, imbarcazioni veloci armate e sottomarini diesel. L’eventuale posa di mine nello stretto potrebbe avere effetti immediati sui mercati energetici globali, facendo impennare i costi del trasporto e delle assicurazioni marittime. Tuttavia una chiusura prolungata dello Stretto di Hormuz danneggerebbe anche l’economia iraniana e i rapporti con la Cina, principale acquirente del petrolio di Teheran. Secondo gli esperti citati dal “Ft”, la strategia iraniana potrebbe mirare a esercitare pressione internazionale sugli Stati Uniti aumentando i rischi per le forniture energetiche globali.
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