Produttori Usa di petrolio: “Impossibile sostituire rapidamente il calo delle forniture”
I produttori statunitensi di petrolio da scisti non sono in grado di aumentare rapidamente la produzione per compensare un eventuale calo delle forniture dal Medio Oriente a causa del conflitto con l’Iran. Lo hanno affermato dirigenti del settore citati dal quotidiano britannico “Financial Times”, sottolineando che un aumento significativo dell’output richiederebbe diversi mesi. Secondo Scott Sheffield, veterano dell’industria del settore, le compagnie sono riluttanti ad avviare nuovi programmi di perforazione finché non sarà chiaro che i prezzi del petrolio resteranno elevati nel tempo. Il Brent ha superato questa settimana gli 80 dollari al barile, ai massimi da 18 mesi, per i timori di interruzioni delle forniture dal Golfo.
Tuttavia molte aziende preferiscono utilizzare i maggiori ricavi per ridurre il debito, riacquistare azioni e distribuire dividendi agli investitori piuttosto che aumentare rapidamente la produzione. Anche la riduzione degli investimenti e delle piattaforme attive negli ultimi mesi, dovuta al precedente calo dei prezzi, limita la capacità di risposta del settore. L’Agenzia internazionale dell’energia stima che i pozzi già perforati ma non ancora in produzione potrebbero aggiungere circa 400 mila barili al giorno nella seconda metà dell’anno, volumi comunque modesti rispetto ai circa 20 milioni di barili al giorno esportati dal Golfo. Analisti di JpMorgan citati dal “Ft” sottolineano che eventuali incrementi di produzione richiederebbero mesi per le attività di perforazione, completamento dei pozzi e infrastrutture. Nonostante le tensioni, alcuni esperti ritengono che la produzione shale statunitense resti un elemento chiave per stabilizzare il mercato globale del petrolio.
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