Financial Times: dubbi di Tokyo sull’impegno di Londra nel progetto Gcap

Mar 24, 2026 - 00:54
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Financial Times: dubbi di Tokyo sull’impegno di Londra nel progetto Gcap

Le autorità del Giappone hanno sempre più dubbi sull’impegno del Regno Unito nei confronti del programma congiunto di sviluppo del caccia Gcap, a cui partecipa anche l’Italia. Lo riferisce il quotidiano “Financial Times”, specificando che le preoccupazioni nipponiche nascono a causa dei ritardi nel bilancio britannico che hanno bloccato importanti lavori di sviluppo. Nello specifico, come evidenzia il “Ft”, queste difficoltà dell’esecutivo britannico stanno impedendo “la firma di un contratto fondamentale per la progettazione e lo sviluppo con Edgewing, la joint venture commerciale tra le principali aziende del settore della difesa dei tre Paesi”. “Francamente, è una situazione terribile”, ha affermato al quotidiano una persona coinvolta nel Gcap, riferendosi al blocco dei lavori di progetto causato dal Regno Unito. Una seconda persona coinvolta ha riconosciuto una “crescente frustrazione” da parte del Giappone. Oltre alle questioni di finanziamento, due persone a conoscenza della vicenda hanno anche suggerito che le due capitali abbiano priorità diverse per il programma. “L’obiettivo principale di Tokyo è quello di produrre un nuovo caccia entro la metà degli anni 2030, mentre Londra e Roma sono più interessate a che il Gcap produca un ‘sistema di sistemi’ all’avanguardia, ovvero un jet che opera in concerto con uno sciame di droni, con una tempistica meno rigida”, scrive il “Ft”, citando una delle fonti. Il Regno Unito “aveva inizialmente previsto di pubblicare il piano decennale di investimenti per la difesa nell’autunno del 2025, ma la pubblicazione è stata ripetutamente rinviata a causa di vincoli di bilancio, con un deficit di finanziamento stimato fino a 28 miliardi di sterline in un decennio”, osserva il “Ft”, aggiungendo che all’inizio di quest’anno, “l’Italia ha stimato che la sua quota della fase di progettazione e sviluppo sarebbe costata 18,6 miliardi di euro, il triplo della precedente previsione. Il mese scorso, Roma ha approvato un bilancio che include una tranche di finanziamento di 8,8 miliardi di euro per il programma”. Il primo ministro britannico Keir Starmer ha cercato di rassicurare l’omologa giapponese Sanae Takaichi sull’impegno di Londra durante la sua visita di quest’anno, ma in assenza di finanziamenti le sue rassicurazioni non hanno avuto molto effetto, secondo quanto riferito da due persone a conoscenza della questione. In questo contesto, “i partner industriali del programma si aspettavano che il contratto internazionale venisse firmato lo scorso settembre. Il contratto avrebbe sbloccato la successiva tranche di finanziamenti – stimata in miliardi di sterline – al consorzio Edgewing. La firma, tuttavia, è stata ripetutamente rinviata a causa dei ritardi nella pubblicazione del piano di investimenti per la difesa del Regno Unito”, scrive ancora il “Ft”. “Le principali aziende coinvolte – Bae Systems, l’italiana Leonardo e la giapponese Mitsubishi Heavy Industries – hanno continuato i lavori di ingegneria e progettazione con i finanziamenti nazionali esistenti, ma temono che i fondi del Regno Unito si esauriranno nelle prossime settimane, secondo due persone a conoscenza del programma”, spiega il quotidiano britannico, secondo cui “Tokyo ha modificato la sua posizione, mostrandosi più aperta alla stipula di accordi con potenziali clienti per il caccia, al fine di ridurre il fabbisogno finanziario del Regno Unito. Il Canada è tra i principali potenziali clienti”, secondo quanto riferito da due delle fonti.

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Redazione Giornalista iscritto all’elenco dei “Professionisti” dal 2003. Iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Liguria dal 1991 come pubblicista fino al 2003 quando ha superato l’esame a Roma per passare ai professionisti. Il primo pezzo, da album dei ricordi, l'ho scritto sul ‘Corriere Mercantile’ (con l’edizione La Gazzetta del Lunedì) nel novembre del 1988. Fondato nel 1824, fu una delle più longeve testate italiane essendo rimasto in attività fino al luglio del 2015. Ha collaborato per 16 anni con l’agenzia Ansa, ma anche con Agi, Adnkronos, è stato corrispondente della Voce della Russia di Radio Mosca, quindi ha lavorato con La Repubblica, La Padania, Il Giornale, Il Secolo XIX, La Prealpina, La Stampa e per diverse emittenti televisive e radiofoniche come Telenord, Canale 7, Tele Cupole, Tele Gallinara, TeleRiviera, Radio Riviera 3, Radio Liguria International, Radio Babboleo, Lattemiele, Onda Ligure e Radio Valle Belbo. E' direttore di Radiocom.tv, la testata giornalistica della radio degli italiani nel mondo.