Garlasco, il giallo della bottiglietta d'acqua di Sempio. Lui: "Non ricordo"

Lug 28, 2026 - 00:21
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Garlasco, il giallo della bottiglietta d'acqua di Sempio. Lui: "Non ricordo"

C’è un altro piccolo “giallo” che alimenta ipotesi e suggestioni sul caso di Garlasco. È quello relativo a una bottiglietta d’acqua che Andrea Sempio, indagato per l’omicidio di Chiara Poggi, avrebbe acquistato in un bar a Vigevano la mattina del delitto e consumato sul posto perché “sprovvista di tappo”. Un dettaglio apparentemente marginale, ma che, in realtà, potrebbe essere utile per ricostruire gli spostamenti dell’allora 19enne nella giornata del 13 agosto 2007. A parlare per prima della bottiglietta d'acqua fu Daniela Ferrari, madre di Andrea Sempio. In passato a donna aveva spiegato che il figlio le aveva raccontato di essersi fermato in un bar di Vigevano per acquistare una bottiglietta d'acqua. Poiché era priva del tappo, avrebbe deciso di berla subito per evitare di rovesciarne il contenuto durante il tragitto in auto verso casa. Questo particolare, incrociato con gli altri elementi emersi nel corso delle nuove indagini della Procura di Pavia, potrebbe contribuire a ricostruire con maggiore precisione gli spostamenti del giovane. Sempio ha sempre sostenuto che, la mattina del 13 agosto 2007, si era recato a Vigevano per acquistare un libro, salvo poi tornare indietro dopo aver trovato la libreria chiusa. A sostegno della sua versione ci sarebbe il tagliando di un parcheggio, poi ribattezzato dalla stampa come il presunto “scontrino-alibi”. Interpellato dalla redazione di Quarto Grado, il programma condotto da Gianluigi Nuzzi e Alessandra Viero, Andrea Sempio ha detto di non ricordare se avesse comprato o meno una bottiglietta d’acqua quella mattina. “Per quanto riguarda la storia del bar - ha spiegato - è una cosa che non ho mai citato perché francamente non me la ricordo. Mi ricordo di essere andato a Vigevano: ho parcheggiato, sono entrato dall’arcata che dà su piazza Ducale, sono andato sotto le colonne, sono arrivato alla Feltrinelli e ho visto che era chiusa. Fine”. E ancora: “So che mia mamma ha detto che quel giorno avevo bevuto questa bottiglietta d’acqua e l’avevo bevuta tutta prima di tornare a casa perché me l’hanno data senza tappo, ma io non mi ricordo questa cosa. Per questo non l’ho mai citata negli anni”. “Magari, quando me lo hanno chiesto, ho detto che non è successo. - ha concluso - So che c’è stato un periodo a Vigevano in cui i bar vendevano le bottigliette d’acqua senza tappo, per ragioni di sicurezza, questo me lo ricordo. Ma se quella mattina ne ho bevuta una non me lo ricordo”.

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Redazione Giornalista iscritto all’elenco dei “Professionisti” dal 2003. Iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Liguria dal 1991 come pubblicista fino al 2003 quando ha superato l’esame a Roma per passare ai professionisti. Il primo pezzo, da album dei ricordi, l'ho scritto sul ‘Corriere Mercantile’ (con l’edizione La Gazzetta del Lunedì) nel novembre del 1988. Fondato nel 1824, fu una delle più longeve testate italiane essendo rimasto in attività fino al luglio del 2015. Ha collaborato per 16 anni con l’agenzia Ansa, ma anche con Agi, Adnkronos, è stato corrispondente della Voce della Russia di Radio Mosca, quindi ha lavorato con La Repubblica, La Padania, Il Giornale, Il Secolo XIX, La Prealpina, La Stampa e per diverse emittenti televisive e radiofoniche come Telenord, Canale 7, Tele Cupole, Tele Gallinara, TeleRiviera, Radio Riviera 3, Radio Liguria International, Radio Babboleo, Lattemiele, Onda Ligure e Radio Valle Belbo. E' direttore di Radiocom.tv, la testata giornalistica della radio degli italiani nel mondo.